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Manchester City, Maresca tace ma Guardiola no: il catalano prende posizione sul caso che scuote la Premier League

  • Postato il 30 settembre 2026
  • Di Virgilio.it
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Manchester City, Maresca tace ma Guardiola no: il catalano prende posizione sul caso che scuote la Premier League

Il Manchester City ha tempo fino al 2 ottobre per presentare ricorso contro la sentenza della commissione indipendente chiamata a giudicare le violazioni delle regole finanziarie della Premier League. Una scadenza ormai imminente, dopo la quale si aprirà un nuovo capitolo di una vicenda destinata a protrarsi ancora a lungo. Prevedere oggi quale potrà essere la sanzione è particolarmente complicato, anche perché non esistono precedenti perfettamente sovrapponibili a un caso di questa portata.

Manchester City, la Premier ha fretta

La Premier League, tuttavia, avrebbe intenzione di arrivare a una conclusione entro la fine della stagione. Le possibilità sono diverse: si va da una multa economica a una penalizzazione in punti, fino alle ipotesi più severe, tra cui la retrocessione in Championship. Sarà però necessario attendere sia l’eventuale ricorso del club sia l’esito dell’iter successivo prima di conoscere il destino sportivo del Manchester City.

Guardiola: «Sono al fianco del mio club»

Nel frattempo, Pep Guardiola ha rotto il silenzio sulla vicenda, confermando pubblicamente il proprio sostegno alla società. Il tecnico catalano ha affidato ai tifosi un messaggio nel quale ha ribadito la sua vicinanza al club dopo la sentenza della Premier League. «Voglio che ogni singolo tifoso del Manchester City nel mondo sappia che sono qui, più che mai. Sono e sono sempre stato e sempre sarò al fianco del mio club, del mio proprietario, del mio presidente, Ferran, dei giocatori, dello staff, di Enzo e di voi, i nostri tifosi unici», ha scritto Guardiola. Il tecnico ha poi concluso con un messaggio particolarmente significativo: «Voglio essere chiaro: ce la faremo insieme. Vi voglio bene tutti». Parole che arrivano dopo una nuova presa di posizione del Manchester City, che ha ribadito di disporre di «prove inconfutabili» a sostegno della propria posizione e ha confermato l’intenzione di presentare appello. Guardiola, alla guida dei Citizens da dieci anni, ha conquistato durante la sua esperienza 17 trofei, tra cui sei Premier League e una Champions League.

Le accuse e la posizione della Uefa

Al centro della vicenda ci sono le conclusioni della commissione indipendente, secondo cui il Manchester City avrebbe utilizzato contratti fittizi con alcuni partner commerciali per gonfiare artificialmente i ricavi e ridurre i costi per oltre 900 milioni di sterline. A queste contestazioni si aggiungono presunte irregolarità nella rappresentazione della situazione economica del club e violazioni dei parametri finanziari stabiliti da UEFA e Premier League. Un ulteriore elemento riguarda la mancata collaborazione del City durante l’indagine. La UEFA, intanto, segue con attenzione gli sviluppi ma non sembra intenzionata, sulla base di quanto comunicato, a escludere il Manchester City dalla Champions League in corso né, qualora il club dovesse qualificarsi sul campo, dalla prossima edizione.

I trofei in dubbio

Sul fronte dei trofei, inoltre, la sentenza della commissione della Premier League non può incidere direttamente sulle competizioni europee. Rientra quindi in un procedimento distinto anche la Champions League conquistata dal City nel 2023 contro l’Inter. Più complesso, ma ancora tutto da definire, è invece il discorso relativo agli eventuali titoli nazionali conquistati nel periodo oggetto dell’indagine. Il quadro resta dunque aperto. Il primo appuntamento è fissato al 2 ottobre, quando scadrà il termine per l’eventuale ricorso del Manchester City. Da quel momento prenderà forma il successivo capitolo di una delle più complesse controversie finanziarie della storia recente del calcio inglese.

Autore
Virgilio.it

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