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Maltempo sempre più intenso e fenomeni estremi in Piemonte: perché succede?

  • Postato il 3 giugno 2026
  • Meteo
  • Di Quotidiano Piemontese
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Maltempo sempre più intenso e fenomeni estremi in Piemonte: perché succede?

TORINO – Dopo i violenti fenomeni che hanno colpito il Piemonte nelle ultime ore, la situazione meteorologica è in netto miglioramento, ma la pausa sarà breve. Infatti, la giornata di oggi sarà caratterizzata da ampie schiarite e temperature in rialzo, prima di un nuovo peggioramento atteso tra giovedì sera e la notte successiva.

Ma perché i fenomeni sono sempre più estremi? A spiegarcelo è il meteorologo Andrea Vuolo.

Temporali intensi e riscaldamento delle acque

Come chiaramente spiegato dal meteorologo, l’eccezionale persistenza e intensità dell’anticiclone subtropicale dei giorni scorsi, ha determinato un impressionante – quanto rapido – riscaldamento delle acque superficiali del Mediterraneo, portandolo a raggiungere anomalie di temperatura fino ad oltre 3-4°C rispetto alla climatologia di riferimento per l’inizio di giugno secondo la media trentennale del periodo 1971-2000.

Un dato preoccupante e allarmante in vista di nuove eventuali incursione di aria fresca e instabile proveniente dal Nord Europa come accaduto per esempio nella giornata di ieri poiché, in queste condizioni termodinamiche di partenza, la nostra atmosfera risulta essere decisamente più propensa ad una fenomenologia meteorica intensa e talora estrema.

In un contesto di temperature superficiali del mare così elevate, le masse d’aria tendono infatti ad arricchirsi maggiormente di calore latente e vapore acqueo, vero e proprio carburante per le nubi cumuliformi e di conseguenza per lo sviluppo dei temporali sulla vicina Pianura Padana.

Chi conosce un po’ di leggi della termodinamica – prosegue –  ricorderà senz’altro l’equazione di Clausius-Clapeyron in merito alla relazione tra la pressione di vapore saturo e la temperatura dell’aria durante i cambiamenti di stato: nel contesto meteorologico questo concetto si traduce nella capacità che ha l’atmosfera di trattenere fino al 7% in più di vapore acqueo ad ogni aumento della temperatura di 1°C, con una conseguenza diretta sull’aumento dei valori di energia termica e potenziale all’interno della medio-bassa troposfera.

Questo per dire che nei prossimi mesi, conclude Vuolo, ovviamente in presenza di condizioni sinottiche favorevoli a instabilità atmosferica e a forcing convettivi per lo sviluppo dei temporali, sarà da attendersi un potenziale aumento nell’intensità e nella frequenza di fenomeni meteorologici di forte intensità sull’area mediterranea, proprio in virtù dell’anomala condizione termodinamica di partenza dell’estate meteorologica.

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Autore
Quotidiano Piemontese

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