Maldive, il maestro di Monica Montefalcone: “Il 6 giugno una giornata per ricordarla”
- Postato il 27 maggio 2026
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- Di Genova24
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Genova. “A Monica dicevo sempre, scherzando, preparati perché prima o poi mi dovrai scrivere il necrologio, oggi tocca a me farlo”. Nike Bianchi, biologo marino, professore di Ecologia in pensione dell’Università e mentore di Monica Montefalcone, la docente Unige morta nell’incidente alle Maldive in cui hanno perso la vita anche la figlia Giorgia Sommacal, l’assegnista del Distav Muriel Oddenino, il neolaureato Federico Gualtieri e l’istruttore Gianluca Benedetti. Nelle operazioni di recupero dei corpi è morto anche Mohamed Mahudhee, sub militare maldiviano.
Nike Bianchi, attualmente ricercatore associato presso la stazione zoologica “Anton Dohrn”, si occupa da cinquant’anni di ecologia degli ecosistemi marini costieri e insieme a Monica Montefalcone, per molti anni, ha studiato i fondali, i reef corallini, le cavità in attività di campionamento, immersioni, studi. Ha parlato di quegli ambienti in una conferenza all’Acquario di Genova.
“Questa conferenza era programmata da tempo, non ho voluto cancellarla perché sarebbe stata una mancanza di rispetto nei confronti di Monica e degli altri studiosi, e sarebbe un errore oggi smettere di fare ricerca in questi ambiti, pensate che ci sono centinaia di studenti che stanno lavorando su dati raccolti anche da Monica, tantissimi quelli che aspettavano di laurearsi con lei o di sostenere un suo esame. Ecco io mi sono messo a disposizione a dare una mano, anche se sono in pensione, per lavorare a quegli studi”.
Nike Bianchi, che non ha voluto in alcun modo commentare la vicenda – delicata sul fronte umano e dell’inchiesta – ha iniziato il suo intervento divulgativo mostrando semplicemente un’immagine delle cinque vittime. “Ma non è questo il momento della commemorazione, quella ci sarà, il 6 giugno, durante un appuntamento al teatro Carlo Felice di Genova”.
Il 6 giugno, appunto, nell’ambito della tre giorni della Giornata Mondiale degli Oceani, promossa dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia in occasione del World Oceans Day si terrà un momento di ricordo di Monica Montefalcone e delle sue attività di ricerca, note e riconosciute come di grande qualità a livello internazionale. A raccontare la donna e la scienziata sarà proprio Nike Bianchi.
Alla conferenza “Abissi d’acqua bassa, le grotte sottomarine”, oggi all’Acquario, una platea eterogenea: pensionati e studenti, curiosi e appassionati della materia. “Sono argomenti scientifici, tecnici, ma che dovrebbero essere alla portata di tutti – dice Bianchi – ognuno si vergognerebbe ad ammettere di non sapere che Leopardi ha scritto L’infinito ma nessuno, nel nostro paese, si vergogna di non conoscere la portata che questi ecosistemi hanno per studiare l’evoluzione del pianeta. E questo perché l’Italia ha un problema con la cultura scientifica”.
I funerali di Monica Montefalcone e la figlia di Giorgia Sommacal saranno celebrati dall’arcivescovo di Genova Marco Tasca sabato 30 maggio alle 11 nella chiesa di San Francesco in via Salgari, sulle alture di Pegli. Venerdì 29 maggio alle 21, in chiesa, sarà recitato il rosario.
Dopo i funerali, nelle prossime settimane, un altro momento di commemorazione sarà l’immersione al Cristo degli Abissi che alcuni studenti del Distav vogliono organizzare per ricordare quella che loro stessi chiamavano “un amore di prof”. “È raro che gli studenti si leghino così tanto ai professori, Monica era riuscita anche in questo”, ha detto il suo maestro, Nike Bianchi.
Oggi, dopo giorni di polemiche, l’Università di Genova ha pubblicato sul sito del Distav una pagina per Montefalcone con un messaggio di cordoglio e i link al suo curriculum.
Sul fronte dell’inchiesta sul tragico incidente – la procura di Roma ha aperto un fascicolo per omicidio colposo contro ignoti – nessuna particolare indicazione è arrivata dai primi test autoptici. Altre informazioni arriveranno dagli esami tossicologici ma ciò che i pm capitolini attendono maggiormente sono i device tecnologici che i subacquei avevano con loro durante l’immersione della grotta di Alimathaa, Gopro, orologi e simili.