Malagò, un altro cavillo può costargli la FIGC. Buonfiglio seccato, conferenza deserta: sono tutti da Giovanni
- Postato il 30 settembre 2026
- Di Virgilio.it
- 1 Visualizzazioni
- 3 min di lettura
Generazione sintesi AI in corso…
Mentre la Nazionale di Roberto Mancini è impegnata nelle prime – già cruciali – sfide di Nations League, negli stanzoni e nei corridoi dei palazzi del potere si gioca un’altra partita: quella per la presidenza della FIGC. L’elezione di Giovanni Malagò resta in bilico dopo che la palla è passata al CONI per la verifica del rispetto dei requisiti richiesti al momento della presentazione della candidatura. Oltre al tesseramento alla Federcalcio, adesso i cavilli a cui appigliarsi per far eventualmente decadere Malagò sono diventati due: è venuto fuori, infatti, che manca un documento importante, che doveva essere allegato alla pratica dell’ex numero 1 del CONI.
- Malagò, il nuovo cavillo che può costargli la presidenza FIGC
- La letterà di onorabilità e il mancato controllo della segreteria
- Buonfiglio seccato, la frase tranchant dopo la Giunta Federpesi
- Malagò e Buonfiglio: ruggini, dispetti e vicini di poltrona in tribuna
Malagò, il nuovo cavillo che può costargli la presidenza FIGC
Come riportato sul Fatto Quotidiano, nel faldone della candidatura di Malagò non è presente la prevista dichiarazione di onorabilità, professionalità e assenza di incompatibilità. L’avvocato Luca Bergamini, che ha consegnato tutte le carte su delega di Malagò e che successivamente è stato nominato capo staff in Federazione, non l’ha allegata, a differenza della lettera di delega, della nota delle 18 società di Serie A che sostenevano il dirigente e di quella contenente il documento programmatico. Si tratta di una violazione dell’articolo 7.4 dello statuto del CONI. Un altro cavillo, appunto, che si aggiunge a quello del non tesseramento in FIGC alla data delle elezioni.
La letterà di onorabilità e il mancato controllo della segreteria
Gli altri candidati, Giancarlo Abete e Renato Miele, quella lettera l’hanno allegata. Ed è stato proprio Miele a presentare ricorso. La FIGC, nel frattempo, non s’era accorta di nulla. Il segretario generale, Marco Brunelli, ha firmato il verbale di deposito della candidatura ma nessuno – né lui, né i suoi collaboratori – ha verificato la presenza o l’assenza della lettera. Magari una segnalazione per tempo avrebbe fatto sì che Malagò potesse mettersi in regola sia sotto il profilo del tesseramento sia sotto quello della lettera di onorabilità. Adesso però questa “dimenticanza” di Brunelli (oltre che dello stesso Malagò) fa gioco a chi briga per un clamoroso ribaltone.
Buonfiglio seccato, la frase tranchant dopo la Giunta Federpesi
Non è un mistero che l’attuale presidente del CONI, Luciano Buonfiglio, sia entrato in rotta di collisione con Malagò, che pure ne aveva caldeggiato la successione alla guida del Comitato Olimpico. A riguardo, il Corriere dello Sport ha descritto un episodio rivelatore. Martedì la Giunta Coni ha sancito il commissariamento della Federpesi e al termine della seduta si è tenuta la conferenza di rito. “Il presidente Buonfiglio vorrebbe – da n.1 del Coni e neo commissario della Fipe – fare il suo punto stampa, riuscendoci solo al secondo tentativo e con un piccolo gruppo di colleghi”, si legge sul quotidiano. “Quando gli altri – dopo aver ascoltato Malagò – si aggregano, Buonfiglio sbotta: non accada mai più che io stia qui ad aspettarvi, la prossima volta me ne vado”.
Malagò e Buonfiglio: ruggini, dispetti e vicini di poltrona in tribuna
Un indizio, forse, della tensione tra l’attuale presidente del CONI e il suo predecessore. Con cui, in questi mesi, sono affiorate improvvisamente delle ruggini. Solo per citare qualche esempio: l’esclusione di Sofia Goggia tra i tedofori di Milano Cortina e quella della tarantina Benny Pilato da portabandiera dei Giochi del Mediterraneo nella sua città a vantaggio di Irma Testa e Filippo Tortu, entrambe annunciate da Malagò, che a sua volta ha provato a “ingaggiare” Diana Bianchedi per la Nazionale senza prima consultarsi con Buonfiglio. Ma alla prossima partita interna della Nazionale siederanno entrambi uno accanto all’altro in tribuna. Funziona così.