“Mai visto circolare droghe a Mediaset. Eravamo controllate. Le critiche a Non è la Rai? La Chiesa pensava fossi posseduta dal demonio”: parla Ambra

  • Postato il 8 gennaio 2026
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  • Di Il Fatto Quotidiano
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“Le droghe in Mediaset negli anni Novanta? Non c’era niente di tutto questo, eravamo super controllati. Lì non ho mai visto niente”. A raccontarsi senza filtri è Ambra Angiolini, che è stata ospite dell’ultima puntata di Tintoria, il podcast condotto da Daniele Tinti e Stefano Rapone. Dialogando con i due conduttori, l’attrice passa al setaccio la sua carriera, cominciata quando era ancora minorenne e poi esplosa definitivamente a Mediaset negli anni Novanta, con il programma “Non è la Rai”. Proprio in riferimento a quel periodo, Angiolini ha smontato lo stereotipo presentato da uno dei due conduttori, rivelando di non aver mai fatto uso di droghe.

“Non ho mai visto niente, c’era una coda di controlli che ce lo impediva”

Al termine di ogni intervista, infatti, Tinti fa la domanda di rito sul rapporto che l’ospite ha avuto con la marijuana: “Io non ce l’ho, ho attacchi di panico solo a respirarla”, è la risposta di Angiolini. A quel punto, il conduttore gli rivela quella che sarebbe voluta essere la domanda successiva: “Perché altrimenti ti avrei chiesto di Mediaset e degli anni ’90, unendo i puntini…”, ha sostenuto Tinti.

“Divento Britney Spears?”, lo interrompe l’attrice, forse cogliendo il riferimento: “Chi è che è diventata così? Dimmene una”, aggiunge. E quindi il conduttore cerca di spiegare meglio il suo ragionamento: “No, è che lo stereotipo che abbiamo di Mediaset in quegli anni”. “Ma perché alla Rai non succedeva?”, lo incalza ancora Angiolini. A quel punto, Tinti è ancora più esplicito: “No è che Il mondo dello spettacolo di quegli anni a noi arrivava come un mondo dove girava la cocaina, dove giravano le cose”, afferma il conduttore.

È la stessa Angiolini a escludere categoricamente questa versione: “Non c’era nulla di tutto questo, lì non ho mai visto niente. Eravamo super controllati”, conferma, quindi, l’attrice. Ad impedirlo sarebbe stata l’età delle giovanissime protagoniste dello show di Mediaset, tra cui anche la stessa Ambra, che all’epoca aveva meno di 18 anni: “C’era molta attenzione proprio perché avevamo anche il tribunale dei minori e tutta una coda di controlli che ce lo impedivano”. Erano le storie che si raccontavano su quei personaggi, aggiunge l’attrice, ad essere più interessanti di quanto era invece la realtà: “Anche io ero più interessante nelle chiacchiere degli altri di quanto ero in realtà nella vita: una persona disagiata come tanti”, conclude Angiolini.

“Le critiche a ‘Non è la Rai’? Non era un programma sessualizzato. La Chiesa mi inviò un reclamo”

Una carriera, dunque, cominciata quando Angiolini era molto giovane. E che in realtà ha rischiato di non esistere a causa di un suo errore ortografico da lei commesso dopo un provino. L’attrice classe 1977, infatti, esordì come ballerina ed è in questo ruolo che ha svolto il suo primo provino per un programma estivo: “Io mi sono autosabotata, perché ho scritto male il mio numero di casa. Per fortuna che si è insospettita la mia maestra di danza. Li ha telefonati e ha salvato la situazione chiedendo perché non mi avessero presa. Loro hanno detto: ‘Noi la stiamo cercando, ma ci risponde sempre un medico. L’ultima volta ci ha mandato a fan*ulo’”, ha confessato.

L’esordio televisivo è arrivato agli albori degli anni Novanta, quando Ambra fu selezionata per il programma “Bulli e Pupe”: “Avevo 14 anni, ero piccola, non sapevo nulla della televisione”, ha rivelato. La partecipazione alla trasmissione, però, la portò ad entrare nell’universo televisivo Mediaset, che proprio in quegli anni stava lanciando un altro programma di intrattenimento chiamato “Non è la Rai”: “Mi passarono lì per una specie di prolungamento, non c’era nessuna luce o investimento su di me”.

In qualche modo, però, riesce a farsi notare dal regista e ideatore del format, Gianni Boncompagni, che sceglie di assegnarle un ruolo più importante: “La svolta è arrivata grazie ai miei capelli. Quando Gianni mi vede per la prima volta con i capelli ricci, iniziamo a dialogare finché non mi trova un gioco da fare (“il gioco dello zainetto”, ndr)”.

L’attrice ammette di aver avuto qualche problema iniziale di pronuncia che ha rischiato di farla escludere anche da questa selezione: “Mi chiede di leggere il titolo e io leggo ‘La Borza’ di Ambra. E la sua assistente, che era Irene Ghergo, dice ‘No, Gianni, ma questa burina dove la mandiamo’. Mi fa: ‘Vai a casa e ripeti: fidanzato, calzino, danza, Renzo. Se impari questa cosa qui puoi condurre’. La settimana dopo tornai e mi presero. È andata davvero così. Lui aveva questo intuito”.

Negli anni, lo storico programma Mediaset, però, è sempre stato molto criticato da una parte dell’opinione pubblica. Proteste che, oggi, con i social, sembrano essere ancora più serrate: “Le critiche c’erano pure allora – ha ammesso Angiolini -. Il programma in sé, rispetto a quello che vediamo oggi, era un programma di ragazzini che ballavano sul palco. Se poi da casa ti piglia il demone è un altro discorso. Ma di base quello che vedevi era un contesto fasullo, non era un programma sessualizzato. Noi non eravamo costrette a farlo accadere”, ha sostenuto. Le polemiche che investirono il format, però, furono numerose: “Ho avuto un richiamo dalla Chiesa perché dicevano che probabilmente ero posseduta dal demonio: c’era scritto che potevo essere scomunicata se avessi continuato. Ho pianto tanto lì”, ha concluso Ambra Angiolini.

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