Magi (+Europa): "Ecco perché bisogna scendere in piazza per l'Iran"

  • Postato il 13 gennaio 2026
  • Di Il Foglio
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Magi (+Europa): "Ecco perché bisogna scendere in piazza per l'Iran"

"In Iran è in corso il massacro di un popolo da parte di un regime sanguinario. Per questo sabato saremo in piazza senza titubanze". A dirlo al Foglio è Riccardo Magi, segretario nazionale e deputato di +Europa, che il 17 gennaio parteciperà alla manifestazione "Per un Iran libero, laico e democratico organizzata dal partito Radicale, alla quale ha già aderito anche Azione di Carlo Calenda. Non pervenuti, per il momento, gli altri partiti.

La brutale repressione del regime iraniano ha ucciso almeno 2.000 persone stando ai numeri più cauti diffusi da un funzionario del governo, ma i morti potrebbero essere molti di più: si parla di 10.000 persone. Perché è importante manifestare? "È un modo di esprimere un sostegno e una vicinanza a questo popolo - risponde il segretario - ma anche di chiedere alle istituzioni europee e italiane di fare tutto il possibile per aiutare questa rivoluzione democratica e liberale".

Mentre parliamo Magi è impegnato in un presidio davanti l'ambasciata iraniana a Roma. Con lui – racconta – ci sono "giovani iraniani angosciati per non poter ricevere informazioni sui loro familiari", il regime islamico negli ultimi giorni ha interrotto le linee internet e il blackout sta continuando in queste ore. Cosa può fare l'Europa? "Tante cose – dice Magi – L'Ue deve intensificare le sanzioni nei confronti degli esponenti del regime e può inserire nell'elenco delle organizzazione terroristiche i Pasdaran. L'ultima volta che l'Iran provò a cambiare, nel 2009 – anno segnato dalle proteste del popolo iraniano contro i brogli elettorali – il ministro degli Esteri Frattini rivendicò di aver messo a disposizione l'ambasciata italiana e chiese agli altri paesi europei di fare lo stesso per proteggere i manifestanti, furono rilasciati molti visti. Possiamo farlo ancora".

Lei ha parlato di un intervento multilaterale concreto, che intende? "Intanto fare pressione il più possibile, far sentire al regime iraniano che la comunità internazionale non è indifferente a quello che accade lì. Purtroppo il blackout non consente l'arrivo di molte immagini e questo non favorisce un totale coinvolgimento dell'opinione pubblica italiana ed europea".

Crede che l'attenzione al tema sia minore di quella che ci dovrebbe essere? "Sì esatto: meno di quella che ci dovrebbe essere. Poi vedremo anche quali saranno le decisioni degli Stati Uniti".

Nelle ultime ore si presta attenzione anche alle mosse americane: Trump potrebbe replicare un bliz militare stile Venezuela. "Non ho tutte le informazioni necessarie per capire qual è l'intervento migliore in questo momento. Oggi forse potrebbe essere rischioso, ma con gli elementi giusti, se si verificassero le condizioni per le quali un intervento può essere decisivo per far crollare il regime, saremmo d'accordo". 

Per il momento l'impegno è volto alla manifestazione di sabato. Ci sono le condizioni perché scendano in piazza anche le altre forze politiche? "Penso e spero di sì. Noi abbiamo aderito a tutte le manifestazioni per condannare il massacro".

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Autore
Il Foglio

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