Tuttiquotidiani è completamente gratuito. Ogni giorno aggreghiamo notizie da oltre 100 testate e generiamo sintesi AI originali per te. Aiutaci a mantenere il servizio attivo con una piccola donazione, oppure diventa TQ Pro da solo 1€/mese.

Maggioranza tra salvati e sommersi, Meloni affonda nel gorgo dei franchi tiratori (per un voto) | il commento

  • Postato il 14 luglio 2026
  • Politica
  • Di Il Fatto Quotidiano
  • 0 Visualizzazioni
  • 2 min di lettura
In sintesi

La coalizione di governo affronta una crisi parlamentare critica: la sconfitta sul voto della legge elettorale rivela profonde fratture interne e l'emergere di franchi tiratori tra i banchi della maggioranza. Con uno scarto minimo di un solo voto, il progetto riformatore di Meloni subisce un'arresto significativo, esponendo vulnerabilità nel controllo numerico dell'esecutivo e alimentando interrogativi sulla stabilità della legislatura.

Sintesi generata automaticamente con intelligenza artificiale a partire dal contenuto originale della testata. Standard editoriali.

Maggioranza tra salvati e sommersi, Meloni affonda nel gorgo dei franchi tiratori (per un voto) | il commento

Chi va alla conta deve saper contare. Per un voto. La storia si ripete e conduce Giorgia Meloni dritta dentro il gorgo dei franchi tiratori, in una crisi politica per certi versi stupefacente. Per un voto (188 a 187) perde la maggioranza e la sua legge elettorale, cucita su misura per il suo partito e il suo destino. Per un solo voto il 9 ottobre del 1998 Romano Prodi andò a casa avendo deciso di misurare in aula la sua forza. Perse la conta: 312 i voti favorevoli, 313 i contrari. Fu Fausto Bertinotti allora a fargli la festa con il ritiro dell’appoggio di Rifondazione comunista. Questa volta al magma centrista si è aggiunto l’esercito degli impauriti, coloro che temono di fare la fine del tacchino a Natale con questa nuova legge elettorale. Imbracciare il voto segreto indossando l’elmetto del franco tiratore è stata l’ultima e unica arma di resistenza. Con la legge elettorale Meloni introduceva infatti il proprio diritto divino e soprattutto definiva, per i parlamentari delle forze in pericolo nella prossima legislatura (la Lega, ma anche una quota modesta ma significativa di Forza Italia, e soprattutto l’area centrista a cavallo tra Azione, l’Udc e Italia Viva) il cappio di una esclusione quasi certa.

Dunque nella maggioranza le forze si sono così divise: da una parte i salvati, dall’altra i sommersi. I parlamentari morituri, coloro che immaginano già difficile il rientro in Parlamento, hanno considerato che con questa nuova legge la loro esclusione fosse certa e definitiva. Il tradimento, nell’urna, è il senso dell’ultima resistenza. E dentro questo voto, infine, c’è il progetto vannacciano di fare la guerra a Fratelli d’Italia, il partito con cui il generale ha deciso di competere. Così all’inizio è sembrato che i deputati di Futuro Nazionale avessero accettato di allargare i numeri della maggioranza, prefigurando addirittura uno schieramento più largo e solido su cui la premier avrebbe potuto contare. Poi nell’urna, con il voto segreto organizzato di proposito dall’opposizione come l’ultima spiaggia per fermare la premier, hanno fatto esplodere la bomba. Il botto e l’ondata dei detriti che sommerge Giorgia. E ora?

L'articolo Maggioranza tra salvati e sommersi, Meloni affonda nel gorgo dei franchi tiratori (per un voto) | il commento proviene da Il Fatto Quotidiano.

Autore
Il Fatto Quotidiano

Potrebbero anche piacerti