Mafia dei boschi, a dicembre l’Appello per 38 imputati ma esce di scena il boss della montagna
- Postato il 7 ottobre 2026
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La Corte d'Appello di Catanzaro affronterà a dicembre il processo Karpanthos, uno dei maggiori procedimenti contro la criminalità organizzata della Calabria. Saranno 38 gli imputati coinvolti nell'inchiesta sulla mafia dei boschi della Presila e le consorterie del Crotonese. Significativa la posizione di uno dei principali boss locali, che non comparirà nel secondo grado di giudizio, segnando un cambio importante nelle dinamiche processuali.
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Mafia dei boschi, a dicembre l’Appello per 38 imputati ma esce di scena il boss della montagna
IIn Appello 38 imputati del processo Karpanthos contro la mafia dei boschi della Presila catanzarese e i clan alleati del Crotonese
CATANZARO – Inizierà il prossimo 17 dicembre, per 38 imputati, dinanzi alla Corte d’Appello di Catanzaro, il giudizio di secondo grado del processo scaturito dall’inchiesta antimafia denominata Karpanthos, condotta dalla Dda di Catanzaro contro le cosche della Sila catanzarese e le propaggini crotonesi. Il processo d’appello arriva dopo il verdetto con rito abbreviato emesso dal gup distrettuale Mario Santoemma, che aveva sancito 43 condanne, per circa 3 secoli di reclusione, e 7 assoluzioni.
Il nuovo vertice della montagna
Nelle corpose motivazioni della sentenza di primo grado emergeva con forza la pervasività criminale del sodalizio e la lucida consapevolezza del rischio giudiziario da parte del nuovo vertice della mafia dei boschi, Giuseppe Rocca, condannato a 20 anni di reclusione insieme alla compagna Nicolina Cavarretta. Intercettato dagli investigatori, Rocca palesava il timore di finire sotto inchiesta utilizzando toni fortemente dispregiativi nei confronti dell’allora capo della Dda di Catanzaro, Nicola Gratteri, indicato come “zio Nicola Grattericchiu”.
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L’assoluzione diventa definitiva per il boss di Mesoraca
Nonostante l’influenza riconosciuta delle cosche crotonesi storiche, il gup ha tuttavia pronunciato l’assoluzione per il boss di Mesoraca Mario Donato Ferrazzo, il cui ruolo apicale assoluto sui compensi estorsivi non ha trovato riscontro probatorio sufficiente. La sua assoluzione non è stata impugnata dalla pubblica accusa, che in primo grado aveva chiesto 12 anni per Ferrazzo. Tra le parti civili i Comuni di Cerva, difeso dall’avvocata Filly Pollinzi, e Petronà, difeso dalle avvocate Rosanna Femia e Manuela Calautti, ma anche il ministero dell’Interno, Poste italiane e Agenzia delle entrate.
Non c’è, dunque, il capobastone di Mesoraca tra i 38 imputati che dovranno comparire in aula. Ecco l’elenco.
L’elenco degli imputati
- Giuseppe Bianco (34), di Petronà
- Vincenzo Caligiuri (43), di Petronà
- Gianluca Canino (28), di Cerva
- Edoardo Carpino (35), di Petronà
- Leonardo Castagnino (28), di Mesoraca
- Nicolina Cavarretta (61), di Petronà
- Domenico Colosimo (49), di Roma
- Simone Colosimo (36), di Cerva
- Luca Costantino (51), di Cerva
- Martin Elia (36), di Petronà
- Francesco Esposito (45), di Petronà
- Giuseppe Ferreri (57), di Roccabernarda
- Francesco Fico (54), di Mesoraca
- Pasquale Fico (58), di Mesoraca
- Pietro Fico (43), di Mesoraca
- Claudio Gentile (43), di Valmadrera
- Carmine Gigliotti (72), di Petronà
- Mario Griffo (47), di Cerva
- Michele Griffo (46), di Sersale
- Gianfranco Iervasi (46), di Cerva
- Vincenzo Antonio Iervasi (49), di Perosa Argentina
- Giuseppe Lavigna (49), di Mesoraca
- Giovanni Lopreti (56), di Mesoraca
- Luigi Mannarino (41), di Petilia Policastro
- Luigina Marchio (54), di Perosa Argentina
- Santo Marchio (66), di Petronà
- Vincenzo Marchio (55), di Valmadrera
- Vincenzo Raffaele (41), di Petronà
- Ciro Ranieri (33), di Crotone
- Francesco Ribecco (60), di Suzzara
- Vincenzo Ribecco (62), di Cutro
- Salvatore Rimedio (54), di Petronà
- Giovanni Rizzuti (52), di Petronà
- Massimo Rizzuti (56), di Cerva
- Giuseppe Rocca (64), di Petronà
- Tommaso Scalzi (57), di Cerva
- Vincenzo Sculco (38), di Botricello
- Marcello Talarico (55), di Petronà
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