Ma come parlano i politici? Daniela Ranieri smonta il linguaggio del potere in “Ma come parli?!” (Paper First)
- Postato il 7 luglio 2026
- Fatti Quotidiani
- Di Il Fatto Quotidiano
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Da Giorgia Meloni a Matteo Renzi, da Donald Trump a Elly Schlein, passando per Salvini, Conte, Tajani e Draghi: slogan, formule, tic linguistici e figure retoriche non sono mai casuali. In Ma come parli?!, il nuovo libro di Daniela Ranieri, pubblicato da Paper First, la retorica politica diventa un campo di battaglia da decifrare. Un viaggio colto, ironico e appassionante dentro le parole con cui il potere persuade, seduce e manipola, per restituire ai lettori gli strumenti necessari a riconoscerne i meccanismi e difendersi. Un vero e proprio manuale di resistenza al linguaggio dei politici.
Da dove viene la frase “I centri in Albania fun-zio-ne-ra-nno!” di Giorgia Meloni? Da Cicerone: è l’epanalessi, la ripetizione enfatica di una parola allo scopo di creare tensione emozionale. E il “Make America great again” di Trump? Da Mussolini: “Dobbiamo far tornare Roma a essere grande”. E gli slogan di Renzi? Alcuni dalla Apple: Progress is a beautiful thing” ha ispirato il renziano “Il futuro è una cosa bellissima”. “Arriva l’Italia” ricalca “L’Italia agli italiani” di Mussolini, “fabulatore di scemenze” (Gadda).
E poi: le metafore di Bersani, l’antilingua di Elly Schlein, il “punto di caduta” di Calenda e Gualtieri, la maledetta “resilienza”… La retorica, arte nata nella polis greca per rendere i cittadini uguali di fronte alla legge, è diventata un’abilità, spesso in mano agli spin doctor, che non serve a convincere, ma a suggestionare e manipolare chi ascolta.
Daniela Ranieri svela le strategie linguistiche (alcune risalenti ai retori antichi, altre figlie del “gentese” berlusconiano, altre ancora nate con la post-democrazia) che si celano dietro alla ricerca del potere dei leader di oggi. Chi possiede gli strumenti per decodificare gli atti linguistici assume più forza rispetto al potente che li emette; smontare gli ingranaggi di cui si avvale il potere per funzionare è un atto di resistenza e di ribellione; in definitiva, di democrazia.
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