L’Ue supporta i reclutamenti forzati di Kiev: rinnovata la protezione per gli ucraini in fuga, “ma solo se in regola con l’obbligo militare”
- Postato il 14 agosto 2026
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- Di Il Fatto Quotidiano
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Da anni ormai l’Europa ha scelto il suo approccio sulla guerra in Ucraina: sostegno “per tutto il tempo necessario”. Ma se si chiedono sacrifici economici ai propri cittadini per rifornire Kiev di missili, bombe e mezzi militari, si deve essere sicuri che sul campo di battaglia ci sia un numero sufficiente di soldati in grado di utilizzarli. Così, mentre dal Paese di Volodymyr Zelensky continuano ad arrivare i video dei reclutamenti forzati tra gli uomini fino a oggi sfuggiti alla mobilitazione e quelli appena entrati in età di leva, a Bruxelles si è deciso di contribuire limitando l’accoglienza: nel rinnovare la protezione temporanea per le persone in fuga dalla guerra fino a marzo 2028, l’Unione ha deciso che questa varrà solo per coloro che sono in regola con gli obblighi militari.
Così, con migliaia di persone che ogni mese continuano a varcare i confini con l’Unione europea, il rischio è quello di vedere una parte di esse rimpatriate e riconsegnate all’esercito per essere spedite al fronte. “Riconoscendo sia l’esigenza di proteggere gli sfollati sia la necessità dell’Ucraina di difendersi dalla guerra illegale di aggressione della Russia, i Paesi dell’Ue hanno convenuto che la protezione temporanea dovrebbe essere concessa solo a coloro che sono in regola con i loro obblighi militari in Ucraina”, si legge sul sito del Consiglio europeo.
Detta così, sembrerebbe che tutti coloro che sono già arrivati in Ue, ad oggi, sarebbero a rischio rimpatrio se considerati idonei a combattere, cosa che scatenerebbe una caccia al renitente in tutto il Vecchio Continente, dato che sono 4,41 milioni le persone che hanno trovato rifugio in Ue dall’inizio del conflitto. Ma il Consiglio precisa che queste nuove restrizioni varranno solo per i nuovi richiedenti, mentre non riguarderanno coloro che già ne beneficiano. Per dimostrare di essere in regola con le disposizioni del governo ucraino, concludono, basterà “esibire un passaporto con il timbro di uscita fornito dalle autorità ucraine che dimostri che la persona interessata ha lasciato l’Ucraina legalmente ed è pertanto in regola con gli obblighi militari. Ciò potrebbe verificarsi anche mostrando un documento, in formato cartaceo o elettronico, che confermi l’esenzione dagli obblighi militari o il rispetto degli stessi”.
Pur non essendo retroattiva, la norma impatterà su migliaia di rifugiati, come testimoniano anche gli ultimi dati Eurostat. Solo a giugno, il numero di persone provenienti dall’Ucraina sotto protezione temporanea è aumentato di 24.380 unità. Il trend è positivo in 24 dei 27 Paesi Ue: i tre maggiori incrementi assoluti si sono registrati in Italia (+4.115; +8,8%), Repubblica Ceca (+3.835; +1,0%) e Germania (+2.960; +0,2%). I tre Paesi che hanno registrato una diminuzione sono invece Polonia (-6.335; -0,7%), Belgio (-35; -0,04%) e Irlanda (-15; -0,01%). Una formula, quella della protezione temporanea, che l’Ue riserva quasi esclusivamente agli ucraini, dato che questi rappresentano il 98,5% dei beneficiari in tutta l’Unione. Ma tra questi, da adesso, non potranno più esserci coloro che per Kiev dovrebbero essere al fronte a combattere.
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