L'Ue indaga sui partiti critici con l'Ue: non una buona notizia per la democrazia
- Postato il 8 luglio 2026
- Europa
- Di Libero Quotidiano
- 0 Visualizzazioni
- 5 min di lettura
L'Ue indaga sui partiti critici con l'Ue: non una buona notizia per la democrazia
Tira una brutta aria per la democrazia. E non solo per i tanti nemici esterni che ne contestano i principi. Ma anche per il fatto che coloro che dovrebbero esserne gli alfieri contravvengono senza porsi troppe domande ai principi fondanti di questo ordine politico (non il migliore in senso assoluto ma, come diceva Churchill, il meno peggio di tutti gli altri esistenti). Le notizie che giungono da Strasburgo non sono, in questo senso, confortanti. La plenaria del Parlamento europeo ha infatti autorizzato, con voto segreto (414 voti favorevoli contro 224 contrari e 18 astenuti) l’apertura di un’indagine nei confronti di uno dei gruppi presenti nel suo seno, quello dell’Europa delle nazioni sovrane (Esn), per verificarne l’aderenza a non ben declinati valori dell’Unione. E, in caso contrario, per togliere ogni forma di finanziamento ad esso.
Cioè in sostanza per soffocarli e, senza troppe perifrasi, espellerli di fatto dal consesso. Compito che in una democrazia spetterebbe agli elettori e non certo a una maggioranza parlamentare. La quale può ben essere tentata, come in verità spesso accade di questi tempi, di far passare i propri ideali per Valori assoluti o tout court. È il cosiddetto “dispotismo della maggioranza” su cui i padri del liberalismo, da Tocqueville a Humboldt a John Stuart Mill, ci avevano messo in guardia già nell’Ottocento.
Gli estremisti, ammesso e non concesso che quelli di Esn siano tali, o meglio ammesso che estremisti siano solo loro e non anche tanti europarlamentari dell’altro schieramento politico (si pensi solo a una Ilaria Salis), in democrazia vanno eliminati e combattuti con le armi della politica e della persuasione non con improbabili “cordoni sanitari” che la storia dimostra, fra l’altro, essere stati sempre inefficaci e controproducenti. Non si favorisce in questo modo proprio la loro retorica che sulla distanza fra élite e popolo ha costruito la propria opera di persuasione? E come non dare ragione, più in generale, dopo episodi del genere, agli ideologi del MAGA americano che, Trump o non Trump, predicano che l’Europa odierna ha perso la bussola e non riesce spesso a tener fermi proprio quei principi a cui dice di ispirarsi.
Nonostante che il gruppo dell’Esn comprenda gruppi come l’Afd tedesca o i vannacciani che non aiutano certo la causa del conservatorismo, bene ha fatto la destra tutta, dall’Ecr ai Patrioti, e quindi da Fratelli d’Italia alla Lega, ad opporsi compatta quella che è una decisione lesiva della libertà di espressione e di pensiero su cui si fonda la democrazia. Come dire: non condivido e anzi combatto le tue idee, ma morirei per preservare il tuo diritto di esprimerle. Che poi questa opera censoria sia messa in atto da una Unione Europea che proprio di deficit democratico soffre non è che un ulteriore ed estremo paradosso di una vicenda che delegittima l’istituzione e non certo chi ne è momentaneamente vittima.