Luca Pino Ceo di Recaro, il futuro delle supercar nasce a Torino: «Abbiamo prodotto il sedile GT più leggero al mondo»
- Postato il 14 settembre 2026
- Notizie
- Di Virgilio.it
- 0 Visualizzazioni
- 6 min di lettura
Generazione sintesi AI in corso…
Al Salone dell’Auto di Torino, il rilancio dello storico marchio Recaro si presenta come uno dei rari casi industriali in cui un’azienda italiana ha acquisito un celebre colosso tedesco. In appena otto settimane, la produzione è stata trasferita dalla Germania allo stabilimento torinese di Caselette, mettendo in sicurezza le forniture per i principali costruttori del segmento premium e motorsport, tra cui Ferrari, Porsche e Aston Martin. In questa intervista, Luca Pino delinea le tappe di questa ripartenza record: dalla tecnologia brevettata per i sedili ultraleggeri alla diversificazione nei simulatori di guida, fino ai piani d’espansione negli Stati Uniti e in Cina, mantenendo sempre saldo il legame tra innovazione e heritage storico del brand.
Partiamo da qualche anno fa, quando Proma Group è riuscita ad acquisire un’azienda che per anni è stata un colosso tedesco, la Recaro, di solito accade tutto il contrario.
Sì, dico sempre che nello stesso periodo in cui acquistavamo Recaro, Lufthansa entrava in ITA. Le notizie vanno spesso in senso contrario: di solito sono le aziende tedesche o straniere a rilevare quelle italiane. Negli ultimi anni questo è stato uno dei rari casi in cui un’azienda italiana, per quanto storica, ha acquisito uno storico marchio tedesco. Recaro è un brand riconosciuto a livello mondiale. Me ne sono reso conto appieno dopo l’acquisizione durante un viaggio in Giappone, constatando quanto questo marchio sia amato all’estero, forse ancor più che in Europa.
Visto che hai citato il Giappone, avete altri mercati su cui volete espandervi?
Oggi siamo presenti a livello commerciale con una rete globale: copriamo i cinque continenti in 36-37 Paesi con circa un centinaio di dealer e continuiamo a crescere. Attualmente la produzione è distribuita su tre location: l’Italia per il mercato europeo; il Giappone per il mercato locale, australiano e del Sud-est asiatico; e una recente joint venture in Cina per la produzione del sedile destinato alla Polestar 5. Negli Stati Uniti serviamo Ford attraverso uno stabilimento in licenza. Avendo dato priorità ai mercati europeo, cinese e giapponese, rientra ora nella nostra strategia l’apertura di un sito produttivo di nostra proprietà negli Stati Uniti per seguire sia i clienti OEM sia l’aftermarket.
C’è una previsione per questa apertura o è ancora in fase di discussione.
Prevediamo di realizzare l’operazione negli USA entro 12-18 mesi. Il nostro ufficio M&A è già in contatto con diversi partner. Abbiamo da poco siglato una collaborazione con l’americana USSC per la produzione e commercializzazione di sedili aftermarket e OEM destinati ai veicoli commerciali. Non siamo ancora presenti con un partner nel segmento automotive tradizionale, ma ci stiamo lavorando e intendiamo farlo a stretto giro.
Allora, già ci hai detto una delle operazioni future. Quali sono gli obiettivi che vi siete posti?
Subito dopo l’acquisizione di Recaro, l’obiettivo prioritario è stato salvaguardare le forniture per gli OEM. Avevamo linee di produzione ferme da diversi mesi per i modelli INEOS Grenadier, Porsche, BMW GT e Audi. La priorità assoluta è stata mettere in sicurezza questi clienti, traguardo raggiunto in 8 settimane: in meno di due mesi abbiamo smontato, trasferito, rimontato e riqualificato un intero stabilimento dalla Germania a Caselette, vicino Torino.
Il secondo obiettivo è stato soddisfare la clientela aftermarket, ovvero chi acquista i nostri sedili a scaffale per vetture amatoriali o gare di rally e GT. Questo risultato è stato ottenuto nei successivi 3-4 mesi e oggi siamo a pieno regime sia per l’aftermarket che per il primo impianto.
Il terzo obiettivo consisteva nel ripristinare la fiducia di alcuni OEM. In tempi rapidi abbiamo recuperato la partnership con Mercedes, l’accordo per la nuova vettura Audi Sport C e siglato un’intesa con Aston Martin per i sedili della Valhalla e per un nuovo sedile Comfort previsto nei prossimi 12-18 mesi. Siamo inoltre in trattativa con Porsche per nuovi progetti e il nostro ufficio commerciale è sommerso da richieste di offerta. Infine, intendiamo riconquistare mercati temporaneamente trascurati, come il Sudamerica e il Brasile, dove Recaro è rinomata per le Golf GT anni ’90, oltre a rafforzare la presenza in Cina e negli Stati Uniti.
A proposito quindi di OEM e di forniture, il rallentamento del mercato dell’auto vi ha in qualche modo messo i bastoni tra le ruote nonostante la ripresa e la crescita di Recaro ci sia stata, però a questo punto volevamo capire se in qualche modo rispetto a quelli che potevano essere i vostri presupposti iniziali se c’è stato un rallentamento.
Il rallentamento generale del settore auto non ci ha ostacolato, poiché operiamo nel segmento di nicchia e premium. I nostri clienti producono vetture di alta gamma. A differenza della capogruppo Proma, che lavora nel mass market soffrendo per l’eccedenza di capacità produttiva rispetto alla domanda, Recaro prosegue a gonfie vele. I marchi che serviamo, come Ferrari, Lamborghini, Porsche e Maserati, registrano vendite in crescita a doppie cifre. Nel mass market si avverte una contrazione, ma nel settore premium presidiato da Recaro non vedo rallentamenti, bensì opportunità di crescita.
Ma secondo te, Recaro si aprirà a dire al mass market o resterà su target premium?
Il nostro target resta la fascia alta, con sedili realizzati mediante materiali innovativi e leggeri come il carbonio. Proma presidia il mercato di massa, mentre Recaro rimane focalizzata su premium, racing e motorsport.
I clienti cosa apprezzano del prodotto Recaro?
I clienti chiedono principalmente tre elementi: qualità, competitività e innovazione tecnologica. Qualità e competitività sono requisiti fondamentali, mentre l’innovazione tecnologica costituisce il fattore differenziante. Oggi possiamo vantarci di produrre il sedile per auto GT più leggero al mondo, montato su Ferrari e denominato ‘Best Weight’. È un prodotto rivoluzionario basato su una tecnologia tubolare brevettata da Recaro che sfrutta la resistenza della struttura a tubo rispetto al foglio in carbonio, riducendo il peso di circa il 50%.
Qual è il prodotto di punta che presentate al Salone di Torino di quest’anno.
Al Salone di Torino presentiamo la linea ‘Best Weight’ (o ‘Black Horse’), fortemente richiesta perché ultraleggera e realizzata con materiali sostenibili e riciclabili. Inoltre presentiamo in anteprima i nostri simulatori di guida per il motorsport, che verranno poi lanciati al salone mondiale di Sim Racing in Olanda. L’hardware e il software dei simulatori sono stati sviluppati interamente dai nostri ingegneri con la collaborazione di piloti professionisti di vetture GT, Racing e Rally.
Non è la prima volta che Recaro esce al di fuori del perimetro della fornitura per auto…
Recaro è una realtà articolata in più divisioni: Recaro Aircraft (aviazione), Recaro Automotive (auto), Recaro Rail (settore ferroviario), Child Safety (seggiolini per bambini e carrozzine) e la divisione Gaming. Il nostro scopo è presenziare ovunque vi sia la necessità di sedersi.
Se dovessi scegliere un prodotto della Recaro che rappresenta al meglio la Recaro di questi ultimi due anni, del rilancio e della ripresa di questo grande brand?
In ottica ‘pop’ e vintage, proponiamo sedili che riprendono il design degli anni ’60 e ’70 per le linee motorsport e GT, rivisitati in chiave moderna con tessuti e standard di sicurezza attuali. La nostra filosofia è guardare al futuro senza dimenticare l’heritage e le nostre origini. Accanto a modelli ultracontemporanei manteniamo a listino classici storici come il sedile Pole Position delle Porsche anni ’80, di cui presenteremo a breve una versione rinnovata.