Luca Carboni: “Ho provato sgomento e paura per la mia malattia. Ho anche pensato che fossero gli ultimi momenti e quindi avrei dovuto lasciare tutto con serenità”
- Postato il 15 maggio 2026
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- Di Il Fatto Quotidiano
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Luca Carboni ha pubblicato il suo romanzo autobiografico “Luca non parlava mai”, uscito lo scorso 12 maggio. In occasione del lancio del volume ha rilasciato delle dichiarazioni a Il Secolo XIX. A proposito del titolo del libro “Luca non parlava mai” l’artista ha detto: “La popolarità mi ha fatto soffrire, non ho mai sognato di essere protagonista in prima persona. Quindi, non davo mai troppo peso a certi aspetti. Semmai ho risposto con l’ironia”.
“Prima fumavo molto, quindi avevo una voce roca, a tratti rock e profonda. – ha detto Carboni parlando anche della sua malattia ai polmoni, che ha curato – Adesso è più pulita e brillante. Quando mi curavo, ho messo da parte la musica in favore della pittura. Che mi dava una grande energia. E non sapevo se ne avrei mai più avuto per tornare a cantare”.
Ma cambia idea quando Cesare Cremonini lo chiama per duettare su “San Luca”: “Mi è piaciuta tanto perché il mio nome deriva dalla profonda devozione dei miei genitori per la Beata Vergine di San Luca, che a Bologna è un’entità rispettata anche dai laici.Illumina tutta la città. Quando ho finito di registrarla, ho capito che sarei tornato sul palco”.
Il ricordo va ai momenti difficili vissuti per la malattia: “Ho provato più sgomento e paura. È stato un percorso molto spirituale dove mettevo in campo inconsciamente anche una certa felicità. A un certo punto ho anche pensato che fossero gli ultimi momenti che vivevo, e quindi avrei dovuto lasciare tutto con serenità”.
Poi un aneddoto, la carriera di Luca Carboni nasce a 19 anni quando manda delle canzoni a Lucio Dalla: “In realtà, i testi erano indirizzati a Ron, ma Lucio aprì lo stesso la busta e tutto cominciò”.
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