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C'è un legame tra l'ordine di nascita e la salute? Sembra strano, ma secondo quanto scoperto da uno studio non ancora sottoposto a revisione tra pari pubblicato su MedRxiv, sì: mentre i primogeniti sarebbero più inclini a sviluppare disturbi del neurosviluppo e allergie, i secondogeniti correrebbero un rischio maggiore di abusare di sostanze, soffrire di emicrania e di disturbi gastrointestinali.. Il campione analizzato è molto vasto, ma è importante sottolineare che è circoscritto agli Stati Uniti (dove la sanità è privata: ci torneremo dopo). La ricerca ha analizzato 569 patologie su oltre dieci milioni di fratelli statunitensi, trovando associazioni significative per 150 di esse.
In particolare è emerso che i primogeniti hanno un rischio maggiore di soffrire di disturbi del neurosviluppo come autismo, sindrome di Tourette e ADHD, allergie come rinite allergica e allergie alimentari, acne e disturbi d'ansia. I secondogeniti invece mostrano un rischio maggiore di abuso di sostanze, herpes zoster, emicrania e disturbi gastrointestinali. Perché?. Germi, controllo genitoriale e temerarietà
Secondo i ricercatori questi risultati possono essere spiegati in diversi modi. Innanzitutto bisogna pensare che i secondogeniti sviluppano un sistema immunitario più forte, venendo esposti fin da subito ai microbi grazie ai fratelli maggiori, e questo potrebbe essere il motivo che giustifica la minore incidenza di allergie nei secondi nati; un altro aspetto è che i primogeniti tendono a essere più controllati e portati più spesso dal medico, e da qui emergerebbe il gap nei disturbi comportamentali (semplicemente più diagnosticati nei fratelli maggiori); in ultima analisi gli autori ipotizzano che i secondogeniti tendano ad assumere comportamenti più rischiosi, e da qui l'abuso di sostanze.. Differenza d'età
Anche la differenza di età tra fratelli sembra fare la differenza. Secondo Andrey Rzhetsky, uno degli autori dello studio, una minore differenza di età tra fratelli sarebbe connessa a una minore incidenza di diverse malattie.
In particolare, un gap di meno di quattro anni è associato a tassi più bassi di allergie e asma: fratelli vicini di età interagiscono più spesso, scambiandosi microbi che contribuiscono a rafforzare il microbioma e il sistema immunitario.. I limiti dello studio
Vi ricordate che, all'inizio di questo articolo, vi avvertivamo di tenere presente che il campione è esclusivamente statunitense? Ebbene, questo è il primo limite dello studio – specie se vogliamo generalizzarlo a una popolazione europea.
Il fatto che gli USA non dispongano di sanità pubblica significa che le persone più povere che non dispongono di assicurazione privata sono inevitabilmente rimaste escluse dallo studio.. Un altro limite riguarda il fatto che i dati analizzati provengono da richieste assicurative, non da misurazioni dirette della prevalenza delle malattie. Questo significa che i risultati potrebbero riflettere, almeno in parte, il fatto che i genitori tendano a cercare una diagnosi più spesso per il primogenito che per i figli successivi, soprattutto per disturbi come autismo, ADHD e allergie, dove i sintomi possono essere non chiari.
Come nota Rodica Damian, professoressa di psicologia non coinvolta nello studio, «non si può ottenere una diagnosi se non la si cerca»: con i secondogeniti, i genitori potrebbero essere semplicemente meno inclini a consultare il medico..
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