L'oltraggioso atto vandalico sul murales di Franco Baresi merita giustizia per il capitano, il Milan e la stessa Milano
- Postato il 28 settembre 2026
- Di Virgilio.it
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Franco Baresi non può essere oltraggiato con un gesto simile. Con delle vernice rossa a coprire il viso, il numero di maglia perché il capitano, l’uomo, non sono che una proiezione, parziale, di un’opera d’arte che ha però costruito quel legame irripetibile tra Milano e il campione che ha saputo diventare un modello, un simbolo nella sua misurata attenzione all’avversario, determinato ma elegante, autentico. Nelle domenica che precede Turchia-Italia accade che il murales firmato da Lucas sia stato deturpato: viso coperto dalla vernice rossa così come lo sponsor Cuore al centro della maglia, la firma dell’autore e la scritta “You’ll never walk alone“, ovvero non camminerai mai da solo. Uno scempio, che attende sia resa giustizia alla figura di un esempio. Di calcio e di vita.
- L'oltraggio a Baresi, murales vandalizzato a Milano
- Atto ignobile che ha inorridito i social
- Il commento dell'artista: si cercano gli autori del vile gesto
- Offesa a Milano
L’oltraggio a Baresi, murales vandalizzato a Milano
Franco Baresi è una leggenda del Milan, l’opera poco distante da Casa Milan di via Aldo Rossi era un segno di riconoscenza, stima e attenzione nei riguardi del capitano rossonero scomparso due mesi fa dopo una malattia che ha mostrato con la volontà di prendersi anche quella fiamma olimpica accanto a Beppe Bergomi, ex capitano e difensore di Inter e Nazionale. L’oltraggio vergognoso risale a ieri sera ed è stato denunciato da Alessandro Giungi, consigliere comunale di Milano nonché presidente della Commissione Olimpiadi e Paralimpiadi Milano Cortina 2026.
Atto ignobile, quello segnalato che ha indignato profondamente tifosi e semplici estimatori di Baresi in una foto postata sui social che mostra l’oltraggio al disegno di piazza Gino Valle: immagine poi passata dai social ai siti di informazione.
[iol_placeholder type="social_instagram" id="DdzNEQTK3wb" max_width="540px"/]Atto ignobile che ha inorridito i social
Un atto ignobile e disgustoso, per i rossoneri e i milanesi che hanno trascinato – con ragione – nella protesta dal basso chiunque abbia avuto modo di conoscere la storia di Baresi e ammirarne la compostezza, la misura. La richiesta di giustizia è stata univoca, da parte di chiunque. Baresi è morto il 31 luglio scorso, a 66 anni.
Una carriera praticamente irripetibile: venti stagioni rossonere, 719 presenze e 33 gol totali. Di queste 470 in Serie A con 12 reti segnate. E poi i successi: sei titoli di Serie A, tre Coppe dei Campioni, due Coppe Intercontinentali, quattro Supercoppe Italiane e due Supercoppe Europee. Per sempre numero 6, qualunque cosa accada anche una vergognosa manipolazione come quella attuata.
Il commento dell’artista: si cercano gli autori del vile gesto
Adesso a chiedere giustizia sono i tifosi, che hanno pianto e si sono stretti quando è tato il momento della commozione così come per il rispetto dovuto a lui, a Beppe suo fratello, alla famiglia e ai nipoti. Proprio Regina Baresi aveva ringraziato a nome dei suoi cari dell’affetto immenso ricevuto. Oggi invece riportiamo di un esempio collerico ingiustificato quanto di profonda mancanza di cultura, senso di comunità e educazione.
Lucas, l’artista autore dell’opera, ha commentato sotto al post di denuncia con queste parole che ci sentiamo di condividere nel senso di sconforto e stupore: “Vedere il mio lavoro così danneggiato mi porta un dispiacere enorme. Non per quello che ho realizzato ma per la persona che rappresentava e per tutte le persone che vedendolo si sono emozionate”.
Offesa a Milano
Quelle stesse persone, tifosi del Milan o semplici cittadini di Milano che l’ha accolto e cresciuto e che ritengono Baresi figlio di quella città e dei valori legati al lavoro, all’etica del sacrificio che ha incarnato e che sono stati coperti, offesi da una vernice rossa in una serata di settembre. La questione non è, dunque, circoscritta al campione, al Milan o alla sua famiglia (e al privato, dunque) ma è un tema di rilevanza pubblica e di quel che deve essere preservato in quanto dono e testimonianza di cultura urbana da trasmettere alle nuove generazioni. Di quest’atto vergognoso dovranno rispondere gli artefici e rispondere a chi ha affidato a un segno il valore legato al capitano.