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Locri, nuova 106: tracciato costiero sì, ma con opere compensative

  • Postato il 17 settembre 2026
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  • Di Quotidiano del Sud
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Locri, nuova 106: tracciato costiero sì, ma con opere compensative

Il Quotidiano del Sud
Locri, nuova 106: tracciato costiero sì, ma con opere compensative

LOCRI (REGGIO CALABRIA) – Il secondo tronco della ancora immaginata nuova strada statale 106, quello che tocca il comprensorio dell’Alto Jonio reggino, è stato al centro di un dibattito pubblico, a palazzo Nieddu del Rio di Locri, oggi sarà la volta di Reggio Calabria.

La finalità è stata quella di illustrare a cittadini e amministratori locali le possibili alternative di progettazione.

L’appuntamento era nella biblioteca Gaudio Incorpora, in uno dei più prestigiosi edifici gentilizi della città ionica. Il tema è stato proposto da un team di manager dell’Anas, che da tempo studia un ventaglio di opzioni tecnico- scientifiche. L’obiettivo è giungere alla realizzazione di quella che potrebbe diventare una delle più moderne infrastrutture, presenti in Italia. Da Reggio Calabria a Catanzaro sono tre i tronchi previsti, il secondo, per la particolarità orografica della Locride, necessità di una grande attenzione.

LE OPZIONI DEL NUOVO PROGETTO

Non si può negare, ad esempio che esista la necessità dei paesi interni di avere vie di collegamento veramente praticabili. Allo stato, il team di ingegneri ha chiarito che sono quattro le alternative che possono essere considerate. Possibilità che, però, potrebbero non avere la capacità di soddisfare pienamente le esigenze di ogni singola area del territorio. Tanto che, nel corso dell’assise locrese, c’è anche chi ha sollecitato la possibilità di una quinta alternativa di studio. In ogni caso la riunione di ieri un punto netto sembra averlo chiarito: sarebbe preferibile una progettazione il più possibile sulla costa.

L’OPZIONE MONTANA

Il ragionamento è semplice: maggiormente ci si sposta a monte più ostacoli, in termini orografici, si rilevano. A monte significherebbe, tra l’altro, lavorare all’impostazione di una pedemontana, e operare perforazioni di colline anche particolarmente consistenti, per aprire il varco a nuove gallerie. Non solo. Se si considerassero esclusivamente le zone interne, maggiore sarebbe la possibilità e il rischio di scavare in aree sotto le quali potrebbe essere accertata la presenza di siti o tracce archeologiche. Una situazione simile comporterebbe l’immediato stop dei lavori.

L’OPZIONE COSTIERA

L’opzione costiera, peraltro, autorizzerebbe a considerare fortemente la possibilità di doppie corsie. Una forzata trascuratezza dell’opzione monte certamente non lascia tranquilli i sindaci della aree coinvolte. Gli amministratori di molti paesi non costieri sono inoltre alle prese con un progressivo spopolamento, causato da scelte di tipo abitativo più comode. Chi lavora da pendolare, è stato detto, spesso sceglie la soluzione migliore per poter essere più vicino al luogo di lavoro. O comunque per potere avere una maggiore comodità di viaggio.

La possibilità di costruire la strada a ridosso della riviera ovviamente rischierebbe l’aggravamento del fenomeno migratorio. Sindaci e tecnici hanno chiesto massima attenzione su questo punto, sebbene nella eventuale realizzazione di una strada più vicina al mare non siano state escluse opere compensative. Sul punto una sorta di rassicurazione è arrivata: è pressoché scontato che ci saranno rampe o strade di collegamento e che eventuali disagi potranno essere agevolmente superati.

ARONE: «UN COLLEGAMENTO FONDAMENTALE»

L’assessore comunale di Locri Peppe Arone, che ha ospitato il vertice si dice possibilista e ottimista: «E’ sicuramente un progetto importante con partenza a medio termine. Sarà un collegamento fondamentale e sono certo che gli esperti sapranno trovare la quadra migliore».

Questioni importanti che i rappresentanti di Anas hanno registrato e sulle quali a breve o al massimo al termine del ciclo di incontri – dopo Reggio, sono stati programmati altri 6 on line – daranno pieni chiarimenti e risposte. Ad oggi sappiamo che i lavori comincerebbero non prima di 5 oppure 6 anni,che molto dipenderà dai soldi che il Governo nazionale stanzierà e che Regione Calabria e Anas da tempo stanno mettendo in campo tutte le energie per arrivare al traguardo.

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