Locali chiusi e caldaie difettose, aumentano i casi di intossicazione da monossido: come riconoscere i sintomi
- Postato il 12 gennaio 2026
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- Di Genova24
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Genova. L’ultimo episodio ha coinvolto 17 bambini e tre genitori, tutti ricoverati in ospedale con un’intossicazione da monossido di carbonio.
L’intossicazione di massa dopo una festa in via Roggerone
I bambini stavano partecipando a una festa in una sala in uso a un ente religioso in via Roggerone, a Rivarolo, e hanno iniziato ad accusare sintomi come mal di testa, nausea e vertigini. Accompagnati dai genitori al Gaslini, è arrivata la diagnosi: avevano inalato questo gas inodore, chiamato anche “killer silenzioso” per la sua letalità e per la difficoltà nell’accorgersi della sua fuoriuscita.
Oltre ai bambini ci sono, come detto, anche tre adulti intossicati. Alcuni di loro sono sottoposti a ossigenoterapia e sono stati ricoverati in diversi reparti, alcuni hanno dovuto essere sottoposti a trattamento in camera iperbarica. Un’intossicazione di massa che arriva dopo settimane in cui gli accessi in ospedale per monossido sono stati molti.
I precedenti
Solo a dicembre sono finiti in ospedale in codice rosso mamma, papà e tre bambini residenti a Borgo Fornari, e altre due persone residenti a Fegino sono state tratte in salvo da una palazzina di via Ferri, entrambe intossicate da monossido di carbonio fuoriuscito da una calderina difettosa.
Uno dei residenti è stato salvato dal porta pizze arrivato per una consegna, l’altro inquilino, un 21enne, è stato trovato dai vigili del fuoco durante la perlustrazione del caseggiato. A Castelletto invece un’intera famiglia, genitori e due figli di 3 e 11 anni, residenti in un appartamento di via Cabella sono stati soccorsi dalla Croce Bianca Genovese. In questo caso l’intossicazione serbava dovuta all’uso improprio di un braciere in casa utilizzato per cucinare.
Come si forma il monossido e perché è pericoloso
Questi episodi si verificano molto spesso nei periodi più freddi, quando le temperature si abbassano e i sistemi di riscaldamento tornano in funzione, magari dopo un lungo periodo di inattività. Il problema è spesso causato da malfunzionamenti delle calderine. Il monossido si forma quando in c’è poco ossigeno e sono assenti griglie di ventilazione: se una stanza è chiusa, finestre comprese, e la calderina è all’interno, ci sono tutti i fattori per una potenziale intossicazione, soprattutto se la caldaia non è stata sottoposta a revisione.
In altre situazioni invece il monossido è causato dall’accensione di fuochi, che si tratti di camini o di bracieri. In generale, come spiega anche il Manuale MSD, l’intossicazione si può verificare in locali non ventilati in cui sono presenti caldaie ad acqua calda, caldaie a gas o a cherosene e stufe (comprese le stufe a legna o a carbonella).
Come prevenire l’intossicazione da monossido
Per evitare l’avvelenamento, le sorgenti di combustione domestica come caldaie a gas e stufe a legna devono avere un adeguato impianto di ventilazione. Se la ventilazione non è possibile, una finestra aperta può limitare l’accumulo del monossido di carbonio permettendo la sua fuga all’esterno. I tubi di scarico delle fornaci o di altri apparecchi da riscaldamento devono essere controllati periodicamente, e può essere utile installare rilevatori di monossido che avvisano di eventuali perdite.
Intossicazione da monossido, i sintomi cui fare attenzione
Il monossido di carbonio è pericoloso poiché un soggetto non capisce che la sonnolenza è un sintomo da intossicazione. Di conseguenza, una persona con intossicazione lieve si addormenta e continua a respirarlo fino a un avvelenamento grave o alla morte.
Un avvelenamento lieve da monossido di carbonio provoca cefalea, nausea, capogiri, difficoltà di concentrazione, vomito, sonnolenza e scarsa coordinazione. La maggior parte dei soggetti con avvelenamento lieve da monossido di carbonio guarisce rapidamente quando questi sono portati all’aria aperta.
Un avvelenamento moderato o grave da monossido di carbonio provoca stato confusionale, perdita di coscienza, crisi convulsive, dolore toracico, dispnea, bassa pressione sanguigna e coma, mentre l’avvelenamento grave è spesso fatale.