Pronto soccorso in tilt a Genova, ambulanze bloccate. La Regione: “Dati in miglioramento”

  • Postato il 13 gennaio 2026
  • Altre News
  • Di Genova24
  • 3 Visualizzazioni
ambulanze pronto soccorso san martino

Genova. Un’altra giornata di passione per gli ospedali genovesi. Anche oggi pronto soccorso a tappo e ambulanze bloccate all’esterno in attesa di recuperare le barelle su cui i pazienti vengono trattenuti. Nel frattempo la Regione Liguria diffonde dati in miglioramento sul fenomeno del boarding, cioè lo stazionamento in pronto soccorso oltre i tempi normali prima del trasferimento in reparto.

La situazione più gravosa, come di consueto, al San Martino e al Galliera. Al pronto soccorso del policlinico si registravano 114 pazienti in cura alle 15.00 di cui 19 codici rossi, 62 arancioni, 23 azzurri, 8 verdi e 2 bianchi. In attesa 18 pazienti, nessun codice rosso e due arancioni. Nell’ospedale di Carignano 79 pazienti in cura di cui 10 codici rossi, 47 arancioni, 20 azzurri e 2 verdi. In attesa 14 persone, nessun codice rosso e 4 arancioni.

Numeri condizionati certamente dalla crescente diffusione di influenza e altre patologie respiratorie, per quanto l’incidenza in Liguria sia stimata sotto la media nazionale e nonostante l’effetto attenuante attribuito alle vaccinazioni, che sono aumentate del 30% rispetto alla scorsa stagione. Non abbastanza, tuttavia, per evitare momenti di caos nelle strutture sanitarie.

Dal canto suo la Regione, da interlocuzioni con Liguria Salute che ha coordinato quotidianamente tutte le azioni del piano influenza, fa sapere che “si è riscontrato, nel periodo dal 24 dicembre al 6 gennaio, ma con effetti già a partire dall’8 dicembre, un miglioramento del boarding in termini di numero di pazienti che hanno trovato un posto in reparto entro le otto ore. il tempo previsto dalla normativa vigente per il ricovero del paziente una volta terminato il processo diagnostico”.

“Soprattutto al policlinico San Martino, che ha messo a disposizione un maggior numero di posti letto rispetto agli anni scorsi e in tempi più brevi – spiega ancora l’ente – si è arrivati ad un tempo di permanenza per singolo paziente che si è più che dimezzato. Dal 24 dicembre 2025 al 6 gennaio 2026 più della metà dei pazienti hanno trovato posto in reparto entro otto ore”.

Proprio in tema di boarding il consigliere regionale Stefano Giordano del Movimento 5 Stelle ha presentato oggi un’interrogazione in aula: “La Regione continua a ignorare il nostro monito – attacca in una nota -. In caso di evento critico, la permanenza su barella di pazienti che hanno già ricevuto indicazione al ricovero ma restano in attesa di un posto letto anche per svariati giorni, può mandare in crisi l’intera gestione dell’emergenza”.

“In una normale domenica mattina – prosegue il pentastellato – in un grande ospedale ligure si possono contare decine di persone in attesa. Non parliamo di poche ore, ma di pazienti (per lo più anziani, fragili, spesso non autosufficienti) che restano lì tra i 2 e i 6 giorni. E non parliamo di codici rossi, ma di persone che hanno bisogno di assistenza e ricovero. Il problema non è solo sanitario, ma di sicurezza: come abbiamo più volte denunciato queste persone vengono collocate in spazi nati per l’emergenza e il transito e non per una permanenza prolungata. Quando il boarding diventa una condizione strutturale, non siamo più davanti a una difficoltà organizzativa, ma a un rischio concreto per l’incolumità dei pazienti, degli operatori sanitari e dei cittadini”.

“Come M5s Liguria, non puntiamo il dito per attribuire colpe – continua il capogruppo -. Chiediamo invece risposte: se, come dice Bucci, bisogna interrogarsi su tutte le situazioni non pienamente chiare per evitare tragedie (il riferimento è alle dichiarazioni dopo la strage di Crans-Montana, ndr), allora lo si faccia davvero e si inizi nelle aree di emergenza dei nostri ospedali, che versano in condizioni critiche. “Oggi, è legittimo chiedersi se le condizioni nei nostri pronto soccorso siano valutate nei documenti di valutazione dei rischi, se siano considerate nei piani di emergenza e antincendio, e se esistano procedure organizzative formalizzate per gestirle. Mettere la sicurezza al centro significa metterci la faccia: noi siamo disponibili a collaborare affinché la sicurezza sia davvero centrale. La giunta faccia altrettanto nell’interesse dei cittadini”.

Autore
Genova24

Potrebbero anche piacerti