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Lo strappo di Del Vecchio Jr per sciogliere i nodi in Delfin

  • Postato il 26 agosto 2026
  • Economia
  • Di Libero Quotidiano
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  • 6 min di lettura
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Lo strappo di Del Vecchio Jr per sciogliere i nodi in Delfin
Lo strappo di Del Vecchio Jr per sciogliere i nodi in Delfin

Archiviato il tentativo di rilevare le quote dei fratelli Luca e Paola, per Leonardo Maria Del Vecchio la partita del riassetto di Delfin è ancora aperta. Anche da qui, ma non solo, la decisione di lasciare tutti i ruoli operativi (presidente di Ray-Ban e chief strategy officer di EssilorLuxottica) nel gruppo fondato dal padre Leonardo. Allo studio, per risolvere uno stallo che non può protrarsi ancora a lungo, diverse ipotesi e scenari su cui ora il quartogenito del fondatore di Essilux può lavorare con maggiore libertà - ragionano fonti vicine a Lmdv Capital - essendosi liberato degli incarichi in azienda. In altre parole, «nessun allontanamento dal gruppo, ma la conseguenza di una valutazione sulla coerenza dei propri ruoli». Con l'acquisto delle quote dei fratelli, Del Vecchio jr avrebbe raggiunto attraverso Lmdv Fin il 37,5% di Delfin, di cui detiene già il 12,5%. L'operazione, che richiedeva un finanziamento dalle banche di 10 miliardi, ha trovato però numerosi ostacoli.

 

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«C'è in gioco la natura stessa e il futuro di Delfin», aveva scritto al board il quartogenito di Leonardo Del Vecchio, chiedendo agli stessi consiglieri «chiarezza, coerenza e sostenibilità finanziaria». La frattura in seno al cda (hanno votato a favore il presidente Francesco Milleri e Mario Notari, mentre tra i contrari ci fu il ceo Romolo Bardin) dello scorso giugno, ha però portato alla bocciatura della lettera di patronage chiesta da Del Vecchio Jr a favore delle banche. E senza l'impegno formale della holding, il maxi-finanziamento si è bloccato. Uno stop che ha suscitato «delusione» e «perplessità» nello stesso Leonardo Maria. In una lettera riportata da Mf Del Vecchio jr si dice amareggiato per una gestione aziendale definita «distante» da quella che invece caratterizzava la «Luxottica vent'anni fa», una condotta «impersonale» e lontana dalle persone «che devono tornare al centro».

Un’azienda, si legge ancora, «non è una somma di funzioni. È un patto. E negli ultimi anni ho sentito quel patto indebolirsi». Poi l’affondo più duro all’attuale gestione: «Non voglio diventare il figlio del fondatore utilizzato per rappresentare una continuità nella quale, su alcuni principi fondamentali, io stesso non mi riconosco più». L'ultimo colpo di scena tra gli eredi Del Vecchio, ma solo in ordine di tempo, era arrivato due giorni prima dell'assemblea, con la proposta di Rocco Basilico - primogenito della madre di Lmdv Nicoletta Zampillo - di dismettere le partecipazioni finanziarie detenute in Delfin per riacquistare, con uno sconto del 25% su EssilorLuxottica, le quote dei fratelli che vogliono uscire. Un'idea che era stata subito bocciata da fonti vicine a Leonardo Maria Del Vecchio: «Nessun erede Del Vecchio cederebbe mai l'azienda di famiglia a sconto». Di qui la decisione di Leonardo Maria di non partecipare all'assemblea della cassaforte lussemburghese, parlando di «criticità irrisolte» e di un «board inerte». Sul tavolo del cda della holding, per superare le difficoltà nel riassetto, resta l'ipotesi di una scissione tra gli eredi Del Vecchio, con la stipula di un patto di sindacato sulla quota di controllo in EssilorLuxottica.
 

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Autore
Libero Quotidiano

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