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L'Italia della Mixed Relay è finalmente d'oro! Ganna, Sobrero e Cattaneo super, poi le ragazze conservano il vantaggio

  • Postato il 22 settembre 2026
  • Di Virgilio.it
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L'Italia della Mixed Relay è finalmente d'oro! Ganna, Sobrero e Cattaneo super, poi le ragazze conservano il vantaggio

La prima volta della Mixed Relay sulla vetta del mondo. Perché stavolta la medaglia d’oro al collo se la mette un’Italia semplicemente perfetta, capace di sfruttare al meglio le proprie caratteristiche e di chiudere la porta a qualsiasi tentativo di rimonta delle fortissime nazionali avversarie. Dopo due bronzi e un argento, la crono staffetta mista sorride al pedale tricolore: l’Italia del CT Marco Villa conquista il primo oro della rassegna canadese, balzando momentaneamente in testa al medagliere dopo le prime tre giornate di gare. E tutto sommato, viste le premesse, è una naturale conseguenza di un lavoro partito da lontano.

Ganna, Sobrero e Cattaneo aprono la via al trionfo

L’Italia al maschile sapeva di essere la potenziale squadra da battere. Con Filippo Ganna, Matteo Sobrero e Mattia Cattaneo che hanno messo in fila tutte le nazionali più temibili, a cominciare da quell’Australia che sembrava dovesse recitare un ruolo da comprimaria (mancava tutto il terzetto che aveva conquistato l’oro lo scorso anno, composto da Vine, Plapp e Chapman) e che invece ha marciato spedita con una versione inedita, ma comunque assolutamente competitiva.

Gli australiani (Leahy, Matthews e Rogers) hanno chiuso al terzo posto a 12 secondi, cedendone una decina negli ultimi 6 km e finendo alle spalle anche della temuta Francia (Armirail, Cavagna e Labrosse) che ha pagato 11 secondi dal terzetto azzurro. Decisamente più lontane Spagna (25 secondi), Germania (28) e l’altra grande favorita della vigilia, vale a dire la Svizzera, che ha consegnato al trio femminile guidato dalla fuoriclasse Marlen Reussler un ritardo di 35 secondi, eredità di un problema meccanico che ha costretto Kung ad abbandonare nei primi chilometri i compagni di squadra Bisseger e Schmid. Insomma, un lavoro ben fatto dal terzetto maschile, proprio come nelle migliori intenzioni della vigilia.

Le ragazze amministrano, poi è solo festa

E che il crono fatto registrare dai maschi poteva essere sufficientemente per conquistare la medaglia d’oro lo si intuisce già nei primi 6 chilometri della prova femminile, dove l’Australia cede un paio di secondi, mentre la Francia si allontana a sua volta di ulteriori tre secondi dal terzetto azzurro composto da Elisa Longo Borghini, Vittoria Guazzini e Monica Trinca Colonel.

La Svizzera resta a distanza di sicurezza a 32 secondi e l’andatura delle italiane non registra alcun cedimento, tanto che anche al secondo rilevamento cronometrico, poco oltre la metà dei 20 chilometri complessivi del tracciato, il gap si amplia ancora nei confronti sia delle francesi (16 secondi) che delle australiane (25 secondi, complice anche un problema che mette fuori gioco una delle tre corritrici).

All’arrivo, con Guazzini che cede ai -500 metri e Trinca Colonel che fatica a tenere le ruote di una scatenata Longo Borghini, le azzurre si mettono subito dietro la Germania di 48 secondi, poi arriva la Svizzera che pur recuperando qualcosa paga alla fine 19 secondi dalle italiane, almeno consolandosi all’idea di aver arpionato il bronzo. La Francia a sua volta arriva in apnea e, pur dimezzando il ritardo sullo strappo conclusivo, arriva a 8 secondi dalle azzurre. Quando le australiane vanno in quadratino rosso, la festa della squadra azzurra può esplodere: eravamo tra i favoriti, ma per vincere serviva la perfezione.

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