L’isola di Robinson Crusoe nasconde davvero un tesoro? A ottobre riparte la caccia miliardaria
- Postato il 8 maggio 2026
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- Di SiViaggia.it
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C’è un’isola sperduta nell’Oceano Pacifico dove le leggende di pirati, galeoni spagnoli e tesori nascosti non appartengono solo ai romanzi d’avventura. Qui, tra montagne verdi che precipitano nel mare e baie battute dal vento, un imprenditore olandese di 76 anni è convinto che sotto terra sia nascosto uno dei tesori più ricchi della storia moderna. E ora, dopo anni di stop e battaglie legali, potrà finalmente tornare a cercarlo.
Succede sull’isola cilena di Robinson Crusoe, nell’arcipelago di Juan Fernández, luogo che prende il nome dal celebre personaggio letterario ispirato al marinaio scozzese Alexander Selkirk, sopravvissuto qui in isolamento per oltre quattro anni nel XVIII secolo. Un posto remoto e quasi cinematografico che presto potrebbe trasformarsi nel centro di una vera caccia al tesoro miliardaria.
Robinson Crusoe Island, la caccia al tesoro riparte
La Corte Suprema di Santiago del Cile ha autorizzato Bernard Keiser a riprendere gli scavi alla ricerca di un presunto tesoro dal valore stimato tra i 20 e i 40 miliardi di dollari. Secondo la leggenda, il bottino sarebbe nascosto nella zona di Puerto Inglés e comprenderebbe monete d’oro e d’argento, gioielli e pietre preziose provenienti da Veracruz, in Messico.
Non si tratta di una semplice ossessione da collezionista, infatti Keiser cerca questo tesoro da oltre trent’anni e ha già finanziato almeno 17 spedizioni nell’arcipelago, investendo più di cinque milioni di dollari del proprio patrimonio personale. La storia del tesoro sembra uscita direttamente da un film d’avventura: il carico sarebbe stato nascosto nel 1714 dal capitano spagnolo Juan Ubilla de Echeverría a bordo della nave Nuestra Señora del Monte Carmelo e successivamente seppellito di nuovo nel 1760 dal navigatore britannico Cornelius Webb. Per anni, però, le autorità ambientali cilene avevano bloccato ogni nuova spedizione per proteggere l’isola, che oggi fa parte di un parco nazionale. Ora la situazione è cambiata e, una volta ottenuto il permesso definitivo previsto entro giugno, gli scavi potranno ricominciare già da ottobre.
Il mistero del tesoro miliardario nell’isola cilena
A rendere ancora più affascinante questa vicenda è il fatto che non si basa soltanto su racconti tramandati nei secoli. Nel 2025, infatti, Bernard Keiser avrebbe ottenuto nuovi studi geofisici che mostrerebbero una significativa concentrazione metallica proprio nell’area dove vuole scavare. Nonostante il valore potenzialmente enorme del tesoro, le regole saranno rigidissime. Gli scavi dovranno avvenire senza macchinari pesanti, esclusivamente a mano e per un periodo massimo di sei mesi, così da limitare l’impatto ambientale sull’isola.
E se il tesoro venisse davvero trovato? In base alla legge cilena, il 75% del bottino andrebbe allo Stato, mentre il restante 25% spetterebbe a Keiser e ai suoi soci. Nel frattempo, l’isola di Robinson Crusoe continua ad attirare viaggiatori da tutto il mondo non solo per il mistero del tesoro, ma anche per i suoi paesaggi selvaggi, le escursioni tra le montagne vulcaniche e quell’atmosfera sospesa tra realtà e leggenda che sembra uscita da un romanzo. Solo che questa volta, forse, il finale potrebbe essere reale per davvero.