L’Inter campione a immagine di Lautaro: “Questo scudetto arriva dopo la sofferenza, è figlio del duro lavoro”
- Postato il 4 maggio 2026
- Calcio
- Di Il Fatto Quotidiano
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Sofferenza, lavoro, orgoglio. Le tre parole chiave di Lautaro Martinez per descrivere lo scudetto dell’Inter. La squadra campione d’Italia è a immagine e somiglianza del suo capitano. Insieme a lui si è trascinata fuori dal pantano – Cristian Chivu l’aveva definito in un altro modo… – che sembrava aver macchiato e inibito il ciclo nerazzurro. Nella notte di Monaco, dopo la batosta con il Psg, Lautaro ha sofferto insieme al suo popolo: “È il dolore più profondo che abbia mai provato”. Poi però si è preso l’Inter sulle spalle, con i suoi gol e la sua abnegazione in campo le ha sussurrato di non avere paura anche quando i fantasmi sembravano tornati. “Oggi è tutta felicità, lavoro fatto, non era semplice ripartire dopo quella stagione molto dura. Sono felice e contento di questo traguardo”, ha detto il capitano durante la festa scudetto ai microfoni di Dazn.
Quante volte nelle sue frasi è tornata la parola “lavoro“. Un concetto che si è inculcato in testa fin dal suo arrivo a Casa Tita, dove crescono i talenti del Racing, per poi sbocciare sotto gli occhi di Diego Milito, che gli ha suggerito la strada nerazzurra. Questa Inter, come il suo capitano, magari non riesce a brillare nelle grandi notti dei big match. Ma con sudore e forza ha portato a casa tutti i punti necessari, fino a dominare il campionato. ” Era un obiettivo importantissimo per noi, non ci davano per favoriti dopo l’anno scorso ma abbiamo lavorato nello spogliatoio e in campo“. Appunto.
Lautaro lo ribadisce anche in conferenza stampa: “Il primo scudetto è stato l’inizio, il secondo l’abbiamo vinto nel derby della seconda stella, mentre questo arriva dopo una stagione sofferta. Questo titolo è figlio del lavoro duro che c’è stato durante l’anno”. Il lavoro portati avanti anche con Cristian Chivu: “È stato bravo a portare nuove energie. Ha dato libertà, aria nuova”. Ma anche quello del passato: “Con Inzaghi abbiamo fatto 4 anni impressionanti. Noi da tanti anni stiamo facendo un lavoro importante anche in Europa con due finali di Champions“.
“Dobbiamo continuare su questa strada, l’importante è continuare a voler vincere e arrivare al traguardo“. Perché ovviamente nella testa di Lautaro non c’è nemmeno il concetto di fermarsi: vuole il titolo di capocannoniere, vuole alzare anche la Coppa Italia, sogna un altro Mondiale. Il capitano dice: “Siamo riusciti a fare lo sprint finale in maniera concentrata anche come gruppo. Ecco, il gruppo è stata la cosa più importante“. Un gruppo che ha imparato a seguirlo soprattutto nei momenti di difficoltà, aggrappandosi al suo interismo: “Sono orgoglioso di vestire questa maglia”, conclude Lautaro. Si vede.
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