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In sintesi
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È ancora oggi una delle immagini cinematografiche più famose di sempre e una delle più scientificamente affascinanti: parliamo dell'insetto intrappolato nell'ambra di Jurassic Park, nello stomaco del quale i ricercatori del parco trovano il DNA di un dinosauro. La storia di Cretodorus noonoo non è così fantascientifica, ma non significa che sia meno interessante: questo insetto vissuto 99 milioni di anni fa è stato identificato e descritto grazie ad alcuni esemplari perfettamente conservati nell'ambra, come raccontato in uno studio pubblicato su Insects. E non si tratta di un insetto qualunque: Noo-Noo, come è stato soprannominato, aveva un apparato boccale diverso da quello di qualsiasi insetto moderno.
. Una bocca speciale
L'ambra nella quale è stato ritrovato il nuovo insetto viene dal Myanmar è quella nota anche come burmite ed è tra le più vecchie del mondo, visto che risale a circa 100 milioni di anni fa. Noo-Noo è stato identificato grazie a 13 esemplari, tutti appartenenti alla famiglia Neazoniidae. Quest'ultima, ormai estinta, è parte della superfamiglia dei Fulgoroidea, i cui rappresentanti moderni sono insetti che si nutrono dei fluidi delle piante, che "bucano" con appendici boccali specializzate.
. Anche Cretodorus noonoo aveva un apparato boccale altamente specializzato, e anche di grandi dimensioni: una proboscide che da sola era lunga il doppio del resto del corpo. Se però i suoi parenti moderni hanno proboscidi a forma di ago, rigide e appuntite, la bocca di Noo-Noo era pieghevole, con una forma simile a quella di certe cannucce (il paragone è degli autori dello studio, non nostro). Ecco spiegata anche la scelta del nome: Noo-Noo è… l'aspirapolvere senziente amico dei Teletubbies, e in effetti il tubo flessibile di un aspirapolvere è un'altra struttura che può ricordare la bocca del nostro insetto.. Cosa mangiava Noo-Noo?
Essendo appena stato scoperto e descritto, ci sono ancora molte cose che non sappiamo su Noo-Noo: per esempio, che cosa se ne facesse di una bocca così lunga. Gli autori dello studio spiegano che la loro prima ipotesi era che funzionasse in modo simile alla spiritromba delle farfalle, ma osservandola meglio hanno notato che era rivolta all'indietro, ed era quindi poco adatta a succhiare il nettare. Ulteriori analisi sugli esemplari non hanno riportato tracce di polline, che avrebbe dovuto invece essere presente se questo insetto se ne fosse nutrito.. La spiegazione che danno gli autori è invece che Noo-Noo si nutrisse della linfa degli alberi, e che la bocca lunga e flessibile servisse per infilarsi nelle pieghe della corteccia. Ipotesi rafforzata dalla presenza di due "uncini" sulla punta della proboscide, che probabilmente si allargavano quando la struttura era pronta a succhiare la linfa, ancorandola alla parete dell'albero. Nello studio si legge anche un'altra ipotesi affascinante, per quanto ancora tutta da dimostrare: le foreste del Cretaceo erano di frequente colpite da incendi, e gli alberi in queste "zone del fuoco" sviluppano spesso una corteccia particolarmente dura e grandi quantità di ambra per riparare i danni. Questa loro caratteristica, si legge nello studio, potrebbe aver aperto la strada alla nascita di strategia di nutrimento particolarmente sofisticate – come, appunto, la lunga bocca flessibile di Noo-Noo..
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