L’ingegner Mazzola smonta la F1 moderna: “È lo spettacolino della mutua, la FIA intervenga”
- Postato il 24 aprile 2026
- A Tc
- Di F1ingenerale
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L’ingegner Mazzola smonta la nuova F1 ai microfoni di F1inGenerale.com: dai “sorpassi artificiali” al grande tema della sicurezza
I nuovi regolamenti della F1 analizzati dall’ingegner Luigi Mazzola: ai microfoni di F1inGenerale.com, il volto storico della Ferrari ha parlato di tecnica, spettacolo e sicurezza in pista. Dopo le prime tre gare della stagione, è finalmente possibile tracciare un primo giudizio sulla strada intrapresa dalla massima serie. L’azione e i sorpassi non mancano, ma quanto conta ancora il pilota e quanto, invece, la gestione dell’elettrico?

“Hanno trovato il modo di creare spettacolo, certo, ma questo mi sembra lo spettacolino della mutua“, così Luigi Mazzola, con una lunga carriera in Ferrari alle spalle, sintetizza il suo giudizio su quanto visto in Australia, Cina e Giappone. Tre Gran Premi che hanno regalato tanti duelli in pista, ma suscitato anche grandi perplessità. Il ruolo del pilota cade in secondo piano, favorendo, invece, l’attento utilizzo della batteria.
“L’idea che mi sono fatto è questa: anni fa si è cercato di imporre una trasformazione della Formula 1, spingendo verso il ‘Green’ e l’elettrico a scapito del termico, ma senza valutare tutte le conseguenze. Lo si è fatto senza considerare le conseguenze a 360 gradi. Hanno tarpato le ali all’elettrico togliendo l’MGU-H, che faceva da ‘tampone’ e nascondeva i limiti del sistema“.
Il tema della ricarica: così si perde il valore del pilota
La questione è, in realtà, semplice: adesso è il motore termico ad avere un ruolo cruciale nella ricarica della batteria. Questo vuol dire che gli ingegneri devono cercare degli specifici momenti dove è possibile sacrificare la potenza dell’ICE. L’ingegner Mazzola lo spiega bene: “La batteria si ricarica in frenata, sfruttando l’energia cinetica; in curva, dove non si può andare a farfalla aperta; a fine rettilineo, una volta raggiunta la velocità massima“.
Tutto ciò, però, stravolge la guida: “In curva il pilota deve dare priorità alla ricarica piuttosto che a tirare fuori il decimo di prestazione. Viene meno la sua importanza: la differenza tra un campione e un bravo pilota la si fa proprio nelle curve lente o nell’impostazione delle curve veloci, non certo ricaricando la batteria“.
Il caso Leclerc e quello Bearman: spettacolo artificiale e tema sicurezza
L’esempio lampante di queste dinamiche di gara artificiali è il duello Leclerc-Russell visto a Suzuka: “Russell sorpassa Leclerc prima della chicane perché è in fase di deployment (utilizzo dell’energia), mentre Leclerc sta caricando. Poi, all’improvviso, Russell finisce l’energia e Leclerc no. Vai a vedere la telemetria: in quel sorpasso all’esterno ci sono 30 km/h di differenza di velocità!“.
“Cosa deve fare uno se si ritrova dietro un avversario che va 30 km/h più piano? Lo sorpassa. Abbiamo trovato il modo per dare spettacolo, ma è un po’ lo ‘spettacolino della mutua’. In passato, un pilota con un secondo di vantaggio sul giro faticava a sorpassare; oggi ci sono delta di 30 km/h sul dritto“. Un tema che tocca anche la sicurezza, come evidenziato dall’incidente di Oliver Bearman: “Quando c’è un problema di sicurezza sulle strade normali? Quando c’è una forte disparità di velocità tra i veicoli, come tra biciclette e automobili“.
“Se in Formula 1 creiamo situazioni in cui una macchina è 30-40 km/h più lenta di un’altra per via della ricarica, creiamo un pericolo reale. A Suzuka è andata bene, ma se il pilota davanti cerca di difendersi e cambia traiettoria senza immaginare che chi segue arriva con 40 km/h di vantaggio, si rischia l’incidente grave. La FIA deve intervenire“.
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Foto Copertina: Mercedes AMG F1
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