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L’inchiesta di Crotone sulla sanità, giro da 3 milioni e accordo tra cliniche per spartirsi i servizi

  • Postato il 10 ottobre 2026
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  • Di Quotidiano del Sud
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L’inchiesta di Crotone sulla sanità, giro da 3 milioni e accordo tra cliniche per spartirsi i servizi

Il Quotidiano del Sud
L’inchiesta di Crotone sulla sanità, giro da 3 milioni e accordo tra cliniche per spartirsi i servizi

Inchiesta sulle gare pilotate della sanità a Crotone: affari per oltre 3 milioni e patto tra cliniche su assistenza domiciliare e a autistici


CROTONE – Un giro d’affari complessivo superiore ai 3 milioni di euro, gare pilotate anticipando i documenti di gara e condividendo informazioni riservate, e mazzette in contanti – monitorate dai finanzieri per oltre 45 mila euro – spesso abilmente camuffate da fittizie prestazioni di consulenza.

Sono questi i contorni quantitativi e operativi dell’inchiesta della Procura di Crotone e del Nucleo di polizia economico-finanziaria della Guardia di finanza che, come già riferito dal Quotidiano, ha portato all’avviso di conclusione delle indagini per 13 persone. Svelando un sistema tentacolare che tra il 2019 e il 2021 avrebbe condizionato la sanità pubblica piegandola agli interessi di un comitato d’affari privato.

LEGGI ANCHE: Inchiesta sulla sanità a Crotone e Lamezia, 13 indagati per appalti pilotati sulle protesi e mazzette – Il Quotidiano del Sud

Dettagli e retroscena che emergono dall’atto d’indagine e dal bilancio investigativo delle Fiamme Gialle arricchiscono il quadro di un comitato d’affari capeggiato, secondo l’accusa, da Michele Maffei, e capace di inserire nei meccanismi amministrativi dell’Asp crotonese e dell’ospedale di Lamezia Terme funzionari e primari a libro paga.

Il metodo: capitolati su misura e tangenti in percentuale

Le indagini avrebbero fatto luce sulle tecniche di manipolazione delle procedure di aggiudicazione. I bandi e i disciplinari tecnici venivano materialmente predisposti con l’intervento diretto dei referenti delle imprese da avvantaggiare, a partire dalle società riconducibili a Maffei (come Endo Hospital, Fas Hospital, Meditecnika e Starbene).

Un meccanismo oliato che trovava riscontro operativo nei reparti e negli uffici chiave, secondo la ricostruzione del procuratore Domenico Guarascio e della sostituta Rosaria Multari. Per il farmacista dell’ospedale di Lamezia Terme, Josè Francisco Aloe, l’accusa quantifica un giro di tangenti calcolato in base a una percentuale precisa sul fatturato garantito alle aziende del gruppo tra il 2017 e il 2021, pari a oltre 470 mila euro.

Pratiche analoghe sarebbero state seguite nel reparto di Ortopedia dell’ospedale “San Giovanni di Dio” di Crotone diretto da Francesco Pio Oliverio, dove gli ordinativi e le procedure senza bando sarebbero stati cuciti su misura attorno ai prodotti commercializzati da Maffei.

L’accordo di cartello tra le cliniche e il canale dei bonifici

Nelle pieghe dell’inchiesta spicca poi il patto di non belligeranza e la spartizione chirurgica dei servizi extra-ospedalieri tra le strutture private. Per ottenere l’accreditamento con il Servizio sanitario nazionale della clinica Starbene (di Maffei) e della clinica Life (guidata da Stefano Pugliese), l’inchiesta documenta flussi finanziari per 44.000 euro complessivi transitati su un conto dedicato della società FF Consulting Healthcare Srl. Di questi, 26.000 euro sarebbero stati versati da Maffei e Vito Domenico De Martino (destinati per 20.000 euro all’allora capo dipartimento Angelina Rizzuti e a un dirigente deceduto, e 6.000 euro all’ex dipendente Asp Mario Martina) e 18.000 euro accreditati direttamente da Pugliese.

In cambio dei favori amministrativi e dell’assegnazione delle prestazioni, le due cliniche avrebbero stretto un accordo di cartello. La Starbene avrebbe gestito in regime di assoluta esclusiva l’assistenza agli autistici (assorbendo anche le quote della clinica concorrente), mentre la Life avrebbe accentrato interamente l’assistenza domiciliare integrata azzerando ogni logica di concorrenza e penalizzando l’efficienza dei servizi pubblici essenziali. Sulla pelle dei più fragili.

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