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L'IA rivela l'invasione di alghe galleggianti nell'oceano

  • Postato il 3 agosto 2026
  • Innovazione
  • Di Agi.it
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  • 3 min di lettura
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L'IA rivela l'invasione di alghe galleggianti nell'oceano
L'IA rivela l'invasione di alghe galleggianti nell'oceano

AGI - Gli oceani stanno affrontando un'espansione senza precedenti delle fioriture di alghe galleggianti, un fenomeno in forte crescita spinto dai cambiamenti delle temperature marine, dalle correnti e dal riversamento di nutrienti legati alle attività umane. È quanto emerge dal primo studio globale sulla presenza e diffusione delle alghe di superficie, condotto dai ricercatori della University of South Florida (Usf) e della Noaa (National Oceanic and Atmospheric Administration) e pubblicato sulla rivista 'Nature Communications'.

I ricercatori hanno impiegato modelli avanzati di intelligenza artificiale e supercomputer per elaborare un corpus di circa 1,2 milioni di immagini satellitari scattate tra il 2003 e il 2022. I risultati evidenziano un vero e proprio cambio di regime ecologico: l'oceano globale si sta trasformando in un ambiente sempre più favorevole alla proliferazione di estesi 'tappeti' di macroalghe e alla diffusione di microalghe in superficie.

I numeri dell'IA negli oceani

La superficie cumulativa coperta dalle fioriture di microalghe ha raggiunto i 43,8 milioni di chilometri quadrati, mentre in regioni come l'Atlantico tropicale e il Pacifico occidentale le macroalghe sono cresciute a un ritmo medio del 13,4% all'anno, con un'accelerazione marcata osservata a partire dal 2008-2010.

"Prima del 2008 non venivano segnalate grandi fioriture di macroalghe fatta eccezione per il Mar dei Sargassi - spiega Chuanmin Hu, professore di oceanografia alla Usf e tra gli autori principali della ricerca - su scala globale stiamo assistendo alla transizione da un oceano povero di macroalghe a uno estremamente ricco".

I danni alle coste e alla pesca

Le conseguenze di questo fenomeno sono duplici. Se in mare aperto le masse di alghe galleggianti possono svolgere un ruolo benefico creando habitat e zone di riparo per diverse specie marine, i problemi principali si verificano quando enormi quantità di biomassa raggiungono le coste. La decomposizione delle alghe spiaggiate produce miasmi tossici e maleodoranti, soffoca gli ecosistemi litoranei, danneggia le attività di pesca, paralizza il turismo e causa gravi perdite economiche alle comunità costiere. Gli studiosi intendono ora utilizzare i modelli di intelligenza artificiale sviluppati per affinare il monitoraggio continuo e prevenire gli impatti territoriali di queste maree verdi e dorate.

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Autore
Agi.it

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