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L'ex Avellino Francesco Millesi in esclusiva: "Contro il Catanzaro partita non scontata. Monza favorito per la promozione"

  • Postato il 13 maggio 2026
  • Di Virgilio.it
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L'ex Avellino Francesco Millesi in esclusiva: "Contro il Catanzaro partita non scontata. Monza favorito per la promozione"

Il Catanzaro ha infranto il sogno dell’Avellino. I calabresi allenati da mister Alberto Aquilani hanno stesso con il risultato di 3-0 i campani di Ballardini nel primo turno degli spareggi playoff per la promozione in Serie A.

Decisive le reti messe a referto per i giallorossi al Ceravolo da Pontisso, Cassandro e bomber Iemmello. Onore delle armi comunque al team irpino autore di un campionato estremamente positivo da neopromosso in cadetteria.

Era un appuntamento con la storia per le due contendenti. Per presentare la sfida in terra calabrese avevano contattato l’ex capitano dei lupi, amatissimo dalla calda piazza campana, Francesco “Ciccio” Millesi. Condottiero di mille battaglie al Partenio-Lombardi e non solo con la casacca irpina, ha indossato la fascia da capitano nella celebre partita di Coppa Italia sul campo della Juventus nel 2013. Classe 1980, originario di Catania, ha passato otto lunghi anni in terra campana respirando aria di calcio passionale e genuino. Un guerriero senza macchia e senza paura che oggi è un rampante allenatore che, passo dopo passo, punta a contesti professionistici di spessore.

Millesi: “Bene Ballardini, ma non dimentichiamo il lavoro di Biancolino”

“Sì, mi aspettavo che l’Avellino avrebbe reagito perché una piazza come quella campana prima o poi esce fuori. L’arrivo di Ballardini, seppur con risvolti positivi nei risultati, non ha cambiato da solo radicalmente la situazione. Bisogna riconoscere il lavoro svolto da Biancolino che ha fatto un grandissimo lavoro in Lega Pro e anche un lavoro invidiabile anche in B, consegnando al successore Ballardini uno status psicofisico del gruppo ottimale. Se in un determinato periodo i risultati non arrivano il demerito non è imputabile solo alla guida tecnica”.

Millesi: “Difesa reparto chiave dei lupi”

“Da tecnico preferisco non parlare di singoli giocatori, ma di reparti, A mio parere il settore chiave dei lupi in questa stagione è stato quello difensivo. Il reparto arretrato ha commesso pochi errori offrendo al resto del team equilibrio, stabilità e sicurezza. L’Avellino deve pensare solo al campo e deve affrontare questi playoff con il massimo della serenità. Capisco che, per l’importanza di un contesto come quello biancoverde che merita palcoscenici importanti, non è sempre facile affrontare certi impegni. Proprio per questo motivo la tifoseria merita, prima o poi, l’approdo in Serie A. I giocatori dovranno dare tutto ciò che hanno sul terreno di gioco. Da qui in poi saranno tutte autentiche finali”.

Millesi: “Vi dico la mia favorita per la A”

“Al momento la squadra favorita è il Monza. I brianzoli, oltre al dato della miglior difesa, nell’arco del campionato ha dimostrato ad un certo punto anche di poterlo vincere tranquillamente. Dietro metto appunto Catanzaro e Avellino per il calore delle due piazze, oltre che per certe caratteristiche delle squadre. Se i lupi dovessero riuscire a superare l’ostacolo giallorosso, a quel punto ci sarebbero le carte in regola per arrivare fino in fondo”.

Millesi: “Arezzo piazza favolosa”

“Nella mia carriera ho avuto il piacere di giocare ad Arezzo. Una piazza del nord geograficamente, ma sembra una del sud per la passione della gente. Una curva spettacolare e un impianto favoloso. Ad Arezzo non manca nulla per fare calcio vero, tra l’altro è una bellissima cittadina. Sono molto contento del suo ritorno in Serie B. In Toscana sono stato solo quattro mesi ma quell’esperienza mi ha lasciato tanto di positivo. Ad Arezzo ti lasciano vivere il privato con molta serenità, ad esempio ti permettono di andare tranquillamente al supermercato. La domenica, però, lo stadio è una bolgia. Una piazza fantastica”.

Millesi: “Avellino è la mia seconda pelle”

“Ho fatto otto anni ad Avellino. Lì tutti i momenti sono belli ed emozionanti, pure quelli peggiori delle retrocessioni. I periodi differenti ti formano, ti forgiano nel carattere. La gente di Avellino è unica, sono persone di cuore davvero squisite a cui ancora oggi sono legato. Ho fortemente voluto che mio figlio Enea nascesse in Irpinia per avere in famiglia un avellinese. Avellino è la mia seconda casa. Ho subito anche tante cose negative, ma da parte mia ho sempre amato questa maglia e questa città. Ho dato sempre tutto. Ho dato l’anima e non ho mai badato ai contratti. Ho fatto mezza carriera lì e ne vado fiero. Per questo motivo dico ad ogni giocatore che veste quella maglia di sentirsi fortunato, come accaduto a me e a tanti ex compagni. Noi per questa maglia abbiamo dato l’anima e la vita perché la piazza ci ha dato molto. L’eventuale impresa del salto in A renderebbe felice tanta gente, in cuor mio lo spero”.

Millesi: “Fiero della mia gavetta da allenatore”

“Il Millesi di oggi è un allenatore. Ormai da quattro anni sto facendo esperienza in Serie D. Nel lavoro, come in tutte le altre cose che faccio, preferisco salire i livelli gradino per gradino. Ho iniziato a Taormina, poi Canicattì, Sangatattese in ultimo il Paternò. A luglio vediamo se ci sarà un progetto positivo e propositivo. La priorità comunque è quella di finire gli studi a Coverciano per ambire a palcoscenici importanti, come sognano tutti gli allenatori. Studio tanto, mi aggiorno e mi confronto e questa credo sia la miglior scuola. Prima di “arrivare” voglio fare il tirocinio, quindi entrare in punta di piedi per capire bene. Bisogna studiare, perché da calciatore è un conto e da allenatore è un altro. Per quanto possiamo essere bravi nello studio, poi il campo è un’altra cosa. Va fatta tanta esperienza. So dove posso arrivare e dove arriverò. Per ora va bene così”.

Autore
Virgilio.it

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