L’Europarlamento vota sulla difesa Ue. La linea Pd: “Diremo no a proposte sul riarmo, sì al testo integrale”
- Postato il 2 aprile 2025
- Zonaeuro
- Di Il Fatto Quotidiano
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No agli emendamenti che ripropongono le proposte di riarmo avanzate dalla presidente della Commissione europea Ursula Von der Leyen. Sì all’intera relazione sulla politica di sicurezza e difesa comune dell’Ue. Sarà questa la linea della delegazione del Pd all’Europarlamento, dove è in programma la plenaria che si dovrà pronunciare sulla relazione. La bozza di testo è elaborata da popolari, liberali e socialisti, del cui gruppo fanno parte i democratici italiani. “Nella fase emendativa” gli eurodeputati del Pd ribadiranno “la sua posizione di una richiesta di radicale cambiamento delle proposte di riarmo di Ursula Von der Leyen e voterà contro gli emendamenti che ripropongono l’indirizzo”, spiega il capodelegazione Nicola Zingaretti. Alcune settimane fa, come si ricorderà, la delegazione Pd si era spaccata a metà su una risoluzione che invitava l’Unione europea ad agire “con urgenza per garantire la propria sicurezza” e chiedeva che le risposte ai rischi esterni siano “simili a quelle in tempo di guerra”, accogliendo “con favore il piano ReArm Europe, proposto da Von der Leyen. Il testo era passato con 419 sì, 204 no e 46 astensioni. Dieci europarlamentari del Pd avevano votato sì, a dispetto della linea indicata dalla segretaria Elly Schlein per l’astensione. Tra i favorevoli anche il presidente del partito Stefano Bonaccini e la vicepresidente dell’Eurocamera Pina Picierno che è poi finita in altre polemiche per aver incontrato i rappresentanti della lobby israeliana di estrema destra Israel Defens and Security Forum.
Sulla questione della difesa comune, il testo presentato dalla maggioranza a sostegno della commissione Von der Leyen, dovrà superare la prova degli emendamenti dell’aula. La bozza “insiste sulla necessità di un approccio, di politiche e di sforzi congiunti realmente comuni nel settore della difesa, nonché di un cambiamento di paradigma nella politica di sicurezza e di difesa comune dell’Ue che consenta all’Ue di agire con decisione ed efficacia nel suo vicinato e sulla scena mondiale”. Sulla questione dell’Ucraina, la relazione “ribadisce il suo fermo sostegno alla solidarietà dell’Ue e dei suoi Stati membri nei confronti dell’Ucraina di fronte alla guerra di aggressione della Russia e alla fornitura in tempo utile di tutti i mezzi militari necessari all’Ucraina per difendersi, respingere le forze armate russe e ausiliarie, porre fine al conflitto, proteggere la sua sovranità e ripristinare la sua integrità territoriale entro i confini riconosciuti a livello internazionale”. Inoltre il testo “invita gli Stati membri a revocare tutte le restrizioni che impediscono all’Ucraina di utilizzare sistemi d’arma occidentali contro obiettivi militari legittimi in territorio russo, conformemente al diritto internazionale”.
A commentare prima delle votazioni è stato il capodelegazione del M5s a Strasburgo Pasquale Tridico secondo il quale Schlein “ha espresso posizioni abbastanza simili alle nostre” in materia di difesa Ue. “Penso che dovrà essere la segretaria, che detta la linea, a risolvere i problemi interni del Pd, non certo il Movimento Cinque Stelle“. La linea del Pd, aggiunge, “è un affare interno del Pd, ci mancherebbe”. Per sabato prossimo a Roma, ricorda, “abbiamo lanciato una grande manifestazione per un’Europa di pace, un’Europa di giustizia sociale, aperta a tutti e aperta anche agli amici del Pd, come ha detto Giuseppe Conte“.
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