Legino, commozione e pensieri “leze”: l’atto finale verdeblù
- Postato il 3 maggio 2026
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- Di Il Vostro Giornale
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Savona. Quante emozioni possono esserci nell’ultima partita dell’anno? Beh, di per sé qualcuna c’è. Ma ieri nei volti dei tesserati Legino c’era molto di più di una normale sensazione da fine stagione. Dal presidente Carella, a mister Tobia, i dirigenti, la squadra, gli amici in tribuna. Tutti insieme stavano vivendo la stessa sensazione, quella della fine di un lungo ciclo chiamato “Leze”.
Un percorso iniziato cinquant’anni fa. Una storia fatta di continuità, sacrifici e appartenenza, che ha reso il Legino una delle realtà più solide del calcio dilettantistico savonese. A guidare questo cammino è stato soprattutto Piero Carella, presidente da ben 46 anni e figura centrale dell’identità verdeblù. Una presenza costante, capace di accompagnare il club attraverso epoche diverse senza mai snaturarne la filosofia. Dalla Terza Categoria a Zinola, passando per il CSI fino al Ruffinengo, ogni passo venne costruito con pazienza. Il bar sociale, i campetti dietro al campo principale, l’impianto fotovoltaico: un percorso fatto di “step by step”. Poi c’è il settore giovanile, il vero cuore pulsante del progetto. Sono tanti i ragazzi in orbita prima squadra, che hanno esordito e che stanno crescendo all’interno dell’ambiente. Le graduatorie sui giovani sempre più alte, i tornei (il “Cogno” il più celebre) e il lavoro con la Juniores negli ultimi anni sono la riprova dello stato di salute del movimento giovanile leginese, nel quale è cresciuto nientepopodimeno che Stephan El Shaarawy, che insieme al club ha avviato l’omonima Academy.
A fianco di Carella per tre lustri, Fabio Tobia ha rappresentato una colonna portante del progetto sia sportivo sia gestionale. Contro l’Albissole ha vissuto l’ultima panchina verdeblù con grande serenità ma con un’emozione comunque tangibile, soprattutto in tre momenti. Il primo alla foto iniziale con i figli Alessio e Nicolò, poco pima del fischio d’inizio. Il secondo alla sostituzione di “Ciccio” Romeo, anch’egli molto emozionato: un legame forte tra il tecnico e il bomber, una sostituzione atta a dargli il giusto tributo dopo una lunga carriera. Infine, dopo il pasillo de honor dei ceramisti, al momento della firma sull’ultimo pallone che da lì a poco sarebbe stato pieno degli autografi di tutti i componenti della squadra.
Le prossime settimane saranno importanti per definire tutte le pratiche per la collaborazione con il Savona che, come detto, dovrebbe prevedere una prima squadra del Savona abbinata alle giovanili leginesi. Ma ora, nell’attesa, il mondo “Leze” vuole riavvolgere il nastro dei ricordi e goderseli a pieno.