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In sintesi
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C'è una medicina per il cervello che si può assumere dai primi giorni di vita, facile da procurarsi, economica e dai mille benefici: è la lettura per passione, un vero e proprio "workout" mentale, da praticare senza limiti e ad ogni età.
Una nuova revisione di studi sul tema elenca i vantaggi garantiti dal leggere per il puro gusto di farlo: una serie di benefici che proteggono dalle malattie del nostro tempo - la solitudine, i problemi di salute mentale, le demenze, lo scrolling infinito sui social. Vediamo che cosa contiene il nuovo lavoro, pubblicato sulla rivista Psychological Medicine.. Un'abitudine in declino che ricabla il cervello. Leggere perché ci va, e non per lavoro, è un passatempo che negli ultimi 20 anni ha perso popolarità: diciamo di non aver tempo, ma ne avremmo senza quelle 2 ore al giorno circa che - in Italia - trascorriamo sui social. Eppure, secondo la ricerca di Barbara Sahakian e dei colleghi neuroscienziati dell'Università di Cambridge, leggere per diletto (cioè la lettura per svago, nella quale è possibile anticipare la soddisfazione per quello che leggeremo) è uno di quei fattori modificabili dello stile di vita che offrono benefici sulla funzionalità cerebrale, sulle capacità cognitive e sulla salute mentale.. Gli scienziati hanno raccolto dati sugli effetti della lettura in cinque sondaggi e otto studi a lungo termine, che hanno coinvolto complessivamente decine di migliaia di partecipanti.
Leggere potenzia la struttura cerebrale sin dalla prima infanzia. Nonostante il calo di popolarità tra i ragazzi, leggere è associato allo sviluppo di aree e volumi cerebrali moderatamente maggiori nelle regioni legate al controllo emotivo, una dotazione importante da cui partire, se si pensa ai problemi di salute mentale che sempre più spesso interessano i ragazzi.
Anche in età più avanzata, leggere è associato sia a una migliore connettività tra le diverse regioni cerebrali, sia a un maggiore volume della materia grigia: per gli adulti di mezza età e le persone più anziane, questo si traduce in un rischio minore di sviluppare forme di demenza e a un rallentamento del declino cognitivo.. Alfabeto emotivo e abilità matematiche. Abituarsi a leggere per piacere sin dagli anni della scuola supporta lo sviluppo dell'alfabetizzazione e delle capacità matematiche, perché potenzia gli stessi meccanismi neurali e cognitivi di base (come il recupero di informazioni o la memoria procedurale, quell'insieme di passaggi automatici necessari a svolgere un compito).
Come antidoto alla scarsa propensione alla lettura, gli autori dello studio suggeriscono di riallinearla agli interessi personali dei ragazzi: via libera a manga, graphic novel, libri ispirati a videogiochi e serie tv, purché suscitino interesse e anticipazione. Leggere perché ci va è infatti una garanzia di continuare questo hobby a lungo, anche quando età, circostanze ed interessi muteranno.. Leggere rafforza le capacità empatiche e il controllo emotivo: merito - anche - dell'allenamento ad assumere e comprendere prospettive diverse dalla propria, che è anche un modo per contrastare i sentimenti di solitudine.
La lettura incoraggia cambiamenti positivi (come viaggiare, cambiare lavoro, uscire da una relazione tossica) ed è un formidabile anti-stress: oltre a potenziare la memoria, l'attenzione e altre funzioni esecutive, leggere è un modo semplice ed economico per prevenire e contrastare problemi di salute mentale.. Un modo accessibile per sostenere la salute del cervello. Ci sono tutte le premesse per incoraggiare programmi di lettura in tutti i gruppi di età, specialmente nelle popolazioni più a rischio di solitudine, scarsa alfabetizzazione e problemi di salute mentale, per esempio attraverso la scuola, le biblioteche, iniziative come i club di lettura o le biblioteche scolastiche. L'interazione con i libri, se appresa da piccoli, è una risorsa che accompagna per tutta la vita, la base per costruire la riserva cognitiva - il tesoro di risorse che protegge il cervello quando è sotto attacco, dall'invecchiamento o da parte di malattie..
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