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Legge elettorale, Vannacci provoca Fdi: “In Senato votino con noi e le opposizioni per le preferenze pure”

  • Postato il 10 settembre 2026
  • Politica
  • Di Il Fatto Quotidiano
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  • 3 min di lettura
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Legge elettorale, Vannacci provoca Fdi: “In Senato votino con noi e le opposizioni per le preferenze pure”

Un appello, ma soprattutto una provocazione rivolta a Fratelli d’Italia. Mentre riparte a Palazzo Madama la discussione sulla legge elettorale, Roberto Vannacci su Facebook si è rivolto al partito di Giorgia Meloni per chiedere di schierarsi insieme a Futuro nazionale sul sistema di preferenze. “Al Senato c’è un emendamento”, ha scritto, “che ripropone le preferenze pure, senza liste bloccate, analogo a quello che noi avevamo presentato alla Camera. FdI ad oggi ha introdotto delle preferenze meticce, cioè con capilista bloccati che rappresentano una grossa presa in giro nei confronti del popolo italiano. Mi appello a tutta la destra e, soprattutto, a Fratelli d’Italia, che alla Camera aveva votato il nostro emendamento: votate anche questo. Ne va della coerenza di FdI: perché votare sì alla Camera e votare no al Senato sulla stessa proposta?”.

Vannacci ha anche postato un vecchio manifesto di FdI in cui si legge: “No alle liste bloccate. Siano direttamente i cittadini a scegliere i parlamentari”. “Gli italiani”, continua il suo post, “vogliono tornare a eleggere direttamente i propri rappresentanti, senza listini bloccati e senza riservare posti agli ‘unti’ dalle segreterie di partito. Ridiamo agli italiani il diritto di scegliere chi li rappresenta. Ridiamo sovranità al popolo”.

L’emendamento delle opposizioni

Dopo che già a Montecitorio era scoppiato il caso su “preferenze sì o no”, con voto segreto e bocciatura dell’emendamento della discordia, a Palazzo Madama, dove non è previsto il voto segreto sulla questione, pare già riaprirsi un nuovo psicodramma. Dopo che la maggioranza ha faticosamente raggiunto un accordo nell’emendamento 1.6, a prima firma Lisei (FdI), che prevede capilista bloccati e tre crocette per indicare le preferenze in una lista di sei nomi prestampati, l’opposizione rilancia proponendo preferenze libere, senza capilista bloccati e con la possibilità di scrivere due nomi sulla scheda nel rispetto dell’alternanza di genere.

La sfida di Pd-M5S-Avs-Iv, che chiedono alla maggioranza, e a FdI in particolare, di votare per le “vere preferenze”, è resa possibile dalla decisione del presidente del Senato Ignazio La Russa che, dopo le polemiche sul mancato dibattito in commissione sull’emendamento unitario di centrosinistra, ha riaperto il termine per i sub-emendamenti all’1.6, dando così l’opportunità di riproporre richieste di modifica in aula. E se la mossa delle opposizioni difficilmente potrà tentare fino in fondo FdI, di certo agita le acque nel centrodestra, tanto che fonti di Forza Italia chiariscono che “il partito è pronto a votare convintamente l’emendamento presentato dalla maggioranza” e confida “nella lealtà degli alleati rispetto agli accordi raggiunti, certo che non si voglia aprire un problema politico nella coalizione”.

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Autore
Il Fatto Quotidiano

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