Lega, lo schiaffo ai "traditori" andati con Vannacci: cosa sta succedendo
- Postato il 23 maggio 2026
- Politica
- Di Libero Quotidiano
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Lega, lo schiaffo ai "traditori" andati con Vannacci: cosa sta succedendo
«Matteo, ci sono voci di parlamentari in fuga verso Vannacci, cosa facciamo?». La domanda è stata posta dai fedelissimi al leader della Lega, non ieri ma un paio di mesi fa, quando Futuro nazionale cominciava a crescere nei sondaggi e la maggioranza era “sottobotta” per via del risultato del referendum. Anche i vannacciani erano per il sì, sia chiaro, ma non essendo al governo hanno patito meno l’esito a favore delle toghe rosse.
La Lega si era spesa, come Fratelli d’Italia e al pari degli alleati azzurri, tra l’altro Matteo Salvini per via delle sue decisioni da ministro dell’Interno è stato indagato, imputato e poi assolto, insomma è passato dalle forche caudine di certa magistratura, sperava nella vittoria del sì, invece è andata come è andata. Il Capitano sperava in un altro epilogo anche quando, a febbraio del 2025, il generale Roberto Vannacci che lui ha talmente voluto nel Carroccio da imporlo come vicesegretario nazionale ha preso la tessera della Lega. Ora che Vannacci ha salutato con la sua minitruppa di deputati iscritti al Misto (si è appena aggiunta Laura Ravetto in qualità di frontwoman), cosa intende fare Salvini? Ufficialmente nulla. Nessuna rincorsa nei confronti di chi se ne va, di chi ha «tradito» un partito fondato da Umberto Bossi, che ha una storia, una tradizione, un radicamento sul territorio del Nord, certo, ma non solo. E dire che Vannacci era stato portato sul palco del pratone di Pontida e presentato con tutti gli onori davanti al popolo della Lega.
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Tempo un anno ed era già fuori, lui e il suo “mondo all’incontrario”, le sue sparate acchiappaclick, la sua visione controversa su immigrazione, omosessuali, lotta al gender, donne. Da candidato in Ue il generale ha fatto bene alla Lega: record di preferenze alle elezioni del 2024, subito nominato vicepresidente del gruppo dei Patrioti, chi meglio dell’uomo che ha indossato la divisa e servito il Paese nelle missioni più delicate dall’Iraq all’Afghanistan? Poi però l’addio e adesso il fattore V incombe sul centrodestra in un momento nel quale si discute di legge elettorale in vista del 2027.
Cosa farà Futuro nazionale? E cosa farà la Lega rispetto al partitino dei traditori guidato dal generale? L’altro giorno, una frase del leader del Carroccio, poi precisata, è sembrata aprire a elezioni anticipate (la Lega ingoierebbe lo Stabilicum che piace davvero solo alla Meloni). «Salvini vuole andare al voto prima perché ha paura di perdere consensi», ha subito commentato Renzi. In verità, il vicepremier aveva solo analizzato la situazione economica per niente buona, a causa dello scenario d’instabilità internazionale, aveva parlato del caro bollette, del caro energia e di tutti i rincari che rendono pesante la situazione anche dal punto di vista di Confindustria, non solo da quello del Carroccio.
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La legge elettorale, di sicuro, è un tema di cui i partiti discutono, ognuno con diverse sensibilità. Idem le alleanze. E se i sondaggi danno comunque in vantaggio la coalizione di centrodestra, c’è sempre una grande aspettativa da parte dei seguaci di Futuro nazionale, che danno numeri ogni giorno più alti e invece poi, magari alla fine, stando fuori dai blocchi rischiano di non andare da nessuna parte. Almeno, questa, è la convinzione dei parlamentari leghisti più esperti, quelli che negli anni hanno già visto passare vari «fenomeni», sia di destra che di sinistra: outsider o politici che hanno strappato con il loro partito, promettevano sfracelli da soli e poi invece alle urne si sono arenati. Sarà così anche per Futuro nazionale?
Vannacci assicura di essere molto corteggiato, parla di «tsunami di iscritti», ampio consenso, grande successo. Ieri sera a Salsomaggiore perla presentazione ufficiale della new entry Ravetto era entusiasta. Dava i numeri dei deputati che intende cooptare, citava sondaggi tra il 5 e il 6 per cento e annunciava l’assemblea costitutiva del 13 e 14 giugno all’Auditorium della Conciliazione di Roma, quella del celebre “Che fai, mi cacci?” che Gianfranco Fini disse a Silvio Berlusconi.
Insomma, Vannacci cavalca l’onda. Ma è un generale ancora senza truppe (i numeri alla Camera non ci sono) e finora raduna quegli estremisti di cui la Lega, in fondo, ha voluto liberarsi. Infatti i vari big del Carroccio, da Zaia a Fontana, uno come il generale non l’hanno mai digerito e a Matteo l’hanno pure detto. Certo, qualcuno ha cercato di trattenere la Ravetto, che non è una pericolosa estremista, ma Salvini ha deciso di andare avanti con quelli che davvero credono nella Lega e non tradiscono. E per il capogruppo al Senato, Massimiliano Romeo, che prova comunque ad aprire ad alleanze con Fn, valgono i silenzi del capogruppo alla Camera, Riccardo Molinari, che ieri ha ringraziato Salvini e la Lega per l’importante traguardo del Terzo valico dei Giovi, ma ha sempre chiuso ad ogni ipotesi di accordo con Vannacci perché ha posizioni lontanissime dalla Lega. Tranchant anche il senatore Gian Marco Centinaio: «Vannacci fa il fenomeno, come prima di lui i Cinque Stelle. Non ha mai governato un Paese, neppure un Comune. Voglio vederlo con le mani nella marmellata, quando comincerà a capire che cosa significa governare».
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