L’economista Carlo Cottarelli incontra gli studenti del Grassi: “La mia preoccupazione è che la guerra commerciale sfoci in conflitto”
- Postato il 3 aprile 2025
- 0 Copertina
- Di Il Vostro Giornale
- 1 Visualizzazioni


Savona. L’economista Carlo Cottarelli ha incontrato gli studenti del Liceo scientifico Grassi di Savona nell’ambito del programma Peses promosso dall’università Cattolica del Sacro Cuore. Cottarelli ha fatto un quadro della situazione economica mondiale attuale spiegando cosa sono i dazi e le possibili conseguenze.
La dirigente Daniela Ferraro ha introdotto l’incontro: “Voglio ringraziare il professor Cottarelli per la sua disponibilità per essere qui con noi oggi e ringrazio anche il Rotary grazie al quale siamo riusciti ad avere il contatto. Lo abbiamo corteggiato per due anni, un’espressione poco istituzionale ma che rappresenta la verità. Ci sono stati proposti altri relatori, ma noi abbiamo voluto Cottarelli. Il prof Cottarelli riesce a rendere comprensibile questioni difficili, è una dote notevole rendere accessibile concetti complessi“.
“Vengono applicati dazi di almeno il 10% per i beni provenienti da tutto il mondo e su quelli di una sessantina di paesi sono più alte ancora – spiega -. Questo non ha precedenti in termini di dimensioni, è coinvolto tutto il mondo. Ci poniamo due domande: la conseguenza dei dazi nell’immediato e ci cbiediamo se arriveremo alla fine della globalizzazione. Nel secondo caso quali saranno le resistenze e le conseguenze geopolitiche? Spesso in passato conflitti economici sobo sfociate in guerre effettive. L’impatto su Usa: secondo Trump se aumentano i dazi le imprese pur di continuare a vendere abbassano i prezzi, ma gli studi dicono che non avviene cosi. Pagheranno famiglie e imprese americane l’aumento dei prezzi. La speranza di Trump è che smettano di comprare beni dall’estero per rilanciare l’industria americana”.
E prosegue: “L’Italia esporta in Usa beni per 70 miliardi: ogni anno apparecchi meccanici, chimica, farmaceutica, automobili, vestiti di lusso. Noi e la Germania siamo i paesi che esportano di più. L’effetto sarà un rallentamento della nostra economica: in un quadro di incertezza le persone non spendono e le imprese non investono. La mia preoccupazione è che si sfoci in un conflitto“.
Per quanto riguarda la reazione dell’Europa per Cottarelli “dovremmo mettere dazi molto mirati su prodotti dei quali potremmo fare a meno. Politicamente non si può non rispondere. Uno ti dà uno schiffo e te non fai niente? Vediamo se in questa occasione l’Europa riesce a essere unita”.
Dopo aver ascoltato con grande interesse, gli studenti hanno posto diverse domande. Tra queste anche un consiglio su quale strada intraprendere e Cottarelli ha raccontato il suo percorso: “Il primo consiglio è studiare. Bisogna faticare nella vita, non basta il talento. Quando ero al liceo fino all’esame di maturità, andavo bene ma non particolarmente. Dall’esame ho detto: ora mi metto a studiare tanto vediamo cosa succede. È importante studiare qualunque cosa facciate. Questo è un paese che invecchia, qualunque cosa che riguarda gli anziani va bene. In grande espansione anche l’informatica e l’intelligenza artificiale. La professione che deciderete di fare sarà anche il caso a deciderla. Io mi sono iscritto alla facoltà di scienze economiche e bancarie di Siena, ma ho fatto anche 9 esami di diritto ed ero più indirizzato verso quell’ambito. Volevo fare la tesi in diritto commerciale perché trovavo quel professore molto bravo, ma non mi aveva potuto prendere perchè dopo un anno sarebbe andato via. Allora ho scelto una tesi sulla Banca d’Italia con un altro professore poi ho lavorato nel centro studi della Banca d’Italia, poi ho deciso di lasciarla e sono andato all’Eni. Eravamo una domenica a fare un lavoro, stavo dicendo a un collega che non mi trovavo tanto bene all’Eni, la conversazione è stata sentita da un terzo e sono finito così, per caso, al Fondo Monetario Internazionale dove sono rimasto per 27 anni”.