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LeBron, primo giorno da Sixers: la "frecciata" a Embiid, i consigli e il no ai Knicks "per paura del giudizio dei media"

  • Postato il 29 settembre 2026
  • Di Virgilio.it
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LeBron, primo giorno da Sixers: la "frecciata" a Embiid, i consigli e il no ai Knicks "per paura del giudizio dei media"

La prima frase pronunciata in maglia Sixers suona già come un… tradimento. “Non avessero vinto l’anello, di certo a quest’ora sarei un giocatore dei Knicks”. Mai banale, LeBron James, anche quando si ritrova a fare pandane con lo sfondo tutto blu che quasi si perde nella nuova divisa sfoggiata dal (quasi) 42enne di Akron. Che a Phila ha promesso di voler riportare quel titolo che manca dal 1983, con uno split di 10 anni rispetto a quella che è stata l’attesa di New York, col digiuno interrotto proprio lo scorso giugno. “Mi fossi unito ai Knicks, i media non me l’avrebbero mai perdonato”. Come a rimarcare il fatto che al Prescelto l’opinione che la gente ha di sé conta, eccome se conta.

James, una scelta (anche) di vita: “Qui per vincere”

Ripartire da Phila non è stata una scelta fatta a cuore leggero. “Se sono qui è perché il mio amico Tyrese Maxey ha spinto tanto affinché accettassi di unirmi a lui e al resto della squadra”, ha spiegato LeBron ai giornalisti che hanno preso d’assalto l’area stampa nel consueto Media Day di inizio stagione.

“Arrivo in una città che vuole vincere, e io stesso ho la voglia e l’ambizione di farlo. Non ho lasciato la mia casa e la mia famiglia per raggiungere un banale secondo turno di play-off”. Lo dice James in relazione alla scelta di fare la spola tra New York e Philadelphia, anche se la sua famiglia resterà per lunghi tratti dell’anno a Los Angeles, dove s’è stabilita ormai dal 2018.

“Spero di poter trasmettere quell’esperienza, quelle conoscenze e quel modello di riferimento ai ragazzi che stanno cercando di raggiungere obiettivi che non hanno ancora raggiunto nella loro carriera. Ho visto tutto ciò che questa lega ha da offrire, sia sul campo che fuori dal campo, quindi spero che ogni singolo giorno, con il mio approccio al gioco e al lavoro, questo possa trasmettersi a ciascuno di loro. Se sono venuto a Philadelphia è perché questa città ha una grande storia sportiva alle spalle, e questa squadra ha tanto da dare”.

Perché Embiid è già un osservato speciale

Se Maxey è stato l’anello di congiuntura che ha convinto LeBron a unirsi ai Sixers (“C’erano 5 squadre che mi volevano, ma questa era la soluzione migliore per tutti”), Brown ed Embiid sono state altre due chiavi basilari per decidere di trasferirsi sulla costa Est. “Jaylen è un bell’innesto, inutile negarlo”, spiega James, tra il serio e il faceto. “Quanto a Embiid, è vero, non ci siamo sentiti durante l’off season, ma so che ha lavorato sodo per farsi trovare pronto. È un giocatore eccezionale, sapere che non abbia mai avuto modo di disputare neppure una partita di Finals è difficile da credere”.

Joel che dal canto suo fa sapere che “in estate ho preso parecchio peso, ma adesso devo darmi una mossa a tornare in forma, perché so che con LeBron non si può scherzare”. Dopotutto tutti guardano ai Sixers come a una contender. “Il talento c’è, il materiale anche, ma bisogna lavorare”, fa sapere il 23. Al quale sono bastati pochi minuti di conferenza stampa per mostrare il leader che è.

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Virgilio.it

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