LeBron James mette sotto scacco la NBA: "Così non posso fare il calendario", si lamenta Silver. Phila insidia Cavs e Heat
- Postato il 21 luglio 2026
- Di Virgilio.it
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L’attendono tutti come si conviene a un oracolo, perché anche alle soglie dei 42 anni LeBron Raymone James continua a spostare equilibri. E soprattutto a tenere “sotto scacco” una lega intera, perché in NBA non si muoverà praticamente un dito fino a che non si conoscerà il nome della prossima franchigia che avrà l’onore di avere il Re a libro paga, in quella che sarà anche l’ultima stagione (o la penultima, chissà) di James sul parquet. Per questo la decisione sulla squadra che ne riceverà i servigi si sta facendo lunga e stressante: LeBron non vuole sbagliare il colpo, e anche chi lo porterà a roster spera di guadagnarsi una chance concreta di ambire all’anello. Ma intanto, aspettando la fumata bianca, Adam Silver ha difficoltà anche a stilare il calendario.
- Silver "bloccato" in attesa dell'annuncio
- Le opzioni su tavolo: Cleveland è pura nostalgia
- Miami col fattore Giannis, ma Phila fa sul serio
Silver “bloccato” in attesa dell’annuncio
“Le squadre vogliono sapere quando e contro chi giocheranno, sia per ciò che riguarda l’opening night, sia per le partite di Natale”, ha spiegato il commissioner della lega non più tardi di qualche ora fa. Tradotto in parole povere: LeBron, sbrigati a decidere, che qui non possiamo aspettare in eterno la tua decisione.
“Tutta questa pressione che gli stanno mettendo addosso avrà solo effetti negativi, perché è destinata a prolungare ulteriormente l’attesa”, ha risposto Rich Paul, storico agente di LeBron. “Si sta prendendo tutto il tempo necessario per decidere e no, non credo che abbia tutta questa fretta di dire dove andrà a giocare. È l’ultima decisione della sua carriera e la vuole ponderare bene, perché non esiste margine d’errore”.
Insomma, Silver dovrà farsene una ragione: al netto di chi sostiene che l’annuncio è previsto entro metà settimana, dall’entourage di James non sembra trapelare alcuna voglia di dare il responso tanto atteso. Anche se ormai più o meno s’è capito che sarà una corsa a due, al massimo a tre squadre.
Le opzioni su tavolo: Cleveland è pura nostalgia
Gli scenari che vanno per la maggiore affondano radici nel passato di LeBron. Il più ovvio e scontato è quello che lo riporterebbe a Cleveland, dove tutto è cominciato: la città dove è nato (è di Akron, un sobborgo piuttosto popoloso della città dell’Ohio), dove ha vissuto le prime 7 stagioni nella lega, soprattutto dove è tornato dopo la traumatica rottura del 2010 con la promessa che avrebbe interrotto la maledizione cittadina che per 51 anni ha visto Cleveland incapace di vincere un titolo nelle 4 maggiori leghe americane (basket, football, hockey e baseball), riuscendoci nel 2016 con la clamorosa rimonta ai danni dei Golden State Warriors.
LeBron è molto legato alla sua terra, dove ha costruito scuole e percorsi di studio, dove torna quando può per raccontare la sua storia di riscatto dopo un’infanzia difficile, e pertanto l’idea di chiudere con la maglia dei Cavaliers avrebbe un valore e un significato speciali, pensando poi al fatto che con Allen, Mobley, Mitchell e Harden avrebbe la chance di lottare per l’anello (non da favorito, però…).
Miami col fattore Giannis, ma Phila fa sul serio
L’altra opzione forte sul tavolo porta dritta a Miami, dove dal 2010 al 2014 James collezionò 4 finali NBA consecutive, vincendo due titoli (2012 e 2013) per poi fare ritorno a Cleveland per fare pace col suo passato. A Miami lo sbarco di Giannis Antetokounmpo rende l’approdo ben più appetitoso di quanto lo sarebbe stato sino a poco tempo fa: il greco s’è rimesso in gioco e LeBron sa perfettamente che assieme potrebbero puntare a fare qualcosa di importante, peraltro in una terra alla quale è comunque rimasto legato.
Il terzo incomodo resta Philadelphia, anch’essa con un roster di valore, impreziosito dall’arrivo di Jaylen Brown, che gli consentirebbe (sulla carta) di lottare per l’anello, ipotesi viva pensando anche alla cena (di lavoro?) che ieri ha visto protagonista James con Nick Nurse (coach dei Sixers) e il GM della franchigia (circola anche un elenco di una scuola di Philadelphia dove sarebbe stata iscritta la figlia Zhury, di 12 anni). Più defilate Minnesota e Golden State, anche per difficoltà a far quadrare i conti della trade, zero possibilità per le restanti 25 della lega.