Le visioni in transizione di Alessandro Giannì sono in mostra a Modena 

  • Postato il 1 febbraio 2026
  • Arti Visive
  • Di Artribune
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Ci muoviamo dentro un intreccio di corpi, volti e narrazioni che, a tratti, si addensano in grovigli di colori e memorie indistinte, e, allo stesso tempo, si dispiegano in profili e forme riconoscibili, collocati entro campi cromatici volutamente netti e decisi. Nelle composizioni figurative osserviamo come i fondali pittorici, dai toni saturi, accolgano suggestioni codificate che appaiono quasi come istanti dinamici, prima di cristallizzarsi nel gesto rappresentativo. 

Alessandro Giannì alla Galleria Mazzoli di Modena ph © Rolando Paolo Guerzoni
Alessandro Giannì alla Galleria Mazzoli di Modena ph © Rolando Paolo Guerzoni

La prima personale di Alessandro Giannì alla Galleria Mazzoli di Modena 

È in questo scenario che emerge il linguaggio visionario e vibrante di Alessandro Giannì (Roma, 1989), artista capace di far convivere tradizione e innovazione pittorica senza contrapporle, ma lasciandole risuonare in un equilibrio singolare. Attraverso una riflessione personale sull’intelligenza artificiale, Giannì propone un processo di generazione autonoma dell’immagine che ridefinisce il rapporto con l’autorialità, la memoria e la scuola pittorica. L’artista opera tramite un software personalizzato, alimentato da dati e input che producono composizioni asistematiche e immaginifiche, dove frammenti di storie dell’arte collidono in un’unica costellazione visiva.  

In mostra a Modena il rapporto di Alessandro Giannì con l’Intelligenza Artificiale  

Attraversando l’immaginario storico-artistico della pittura italiana, Giannì si pone come osservatore consapevole del ruolo dell’intelligenza artificiale, intesa non come espediente tecnico, ma come pensiero critico attraverso cui interrogare il senso stesso dell’immagine contemporanea. 

Le opere, realizzate anche su tele dalle strutture geometriche, esplorano le stratificazioni, le sopravvivenze e le metamorfosi delle forme, che si condensano con figure e personaggi in un flusso continuo di presenze e dissolvenze. L’IA applicata alla pittura diventa un dispositivo immersivo che estende la capacità di immaginare, trasformandosi in un organismo che si rigenera, assorbe e rielabora ciò che la tecnologia produce, restituendo soluzioni che non appartengono né al passato né al futuro, ma a una zona intermedia in cui tutto è in transizione. 

Alessandro Giannì: un artista che non teme la complessità del presente 

Nel lavoro di Alessandro Giannì la pittura non teme la complessità del presente, ma la abita, la attraversa e la metabolizza. La mostra invita a ripensare lo sguardo, ricordando che, nell’epoca dell’intelligenza artificiale, ciò che conta non è la distinzione tra umano e tecnologico, ma la capacità di immaginare nuove forme di coesistenza tra memoria, visione e possibilità. 

Giuseppe Amedeo Arnesano 

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Autore
Artribune

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