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Le strategia energetica di Malta, la benzina arriva dall’Italia ma costa molto meno

  • Postato il 30 agosto 2026
  • Notizie
  • Di Virgilio.it
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In sintesi

Malta ha sviluppato un modello energetico efficiente che consente ai cittadini di beneficiare di prezzi alla pompa significativamente inferiori rispetto all'Italia, nonostante l'approvvigionamento di carburanti avvenga prevalentemente dal territorio italiano. Un'analisi approfondita rivela le strategie politiche ed economiche che permettono all'arcipelago mediterraneo di mantenere questa competitività nel settore dei combustibili, rappresentando un caso studio interessante per le politiche energetiche europee.

Sintesi generata automaticamente con intelligenza artificiale a partire dal contenuto originale della testata. Standard editoriali.

Le strategia energetica di Malta, la benzina arriva dall’Italia ma costa molto meno

Il caro carburante è un tema di grande attualità e, da diversi mesi, rappresenta un problema enorme per gli automobilisti, molte aziende e, naturalmente, anche per il Governo italiano che, per il momento, non è riuscito a trovare una soluzione diversa dal taglio provvisorio (e più volte prorogato) delle accise.

Il problema del costo di benzina e diesel riguarda anche altri Paesi e non solo l’Italia. Nel frattempo, però, un Paese molto vicino a noi continua ad avere un prezzo al litro particolarmente contenuto, limitando l’impatto della crisi sull’economia. Il costo al litro dei carburanti a Malta, infatti, sembra quasi essere un’anomalia, soprattutto considerando il legame dell’arcipelago con l’Italia.

Il caso Malta

Un’inchiesta del Corriere dell’Umbria, realizzata dal direttore Sergio Casagrande, mette in evidenza le incredibili differenze tra Malta e l’Italia, almeno per quanto riguarda il costo al litro di benzina e diesel. Mentre nel nostro Paese la soglia dei 2 euro al litro viene ormai superata praticamente ovunque, sull’arcipelago le cose sono molto diverse.

L’indagine ha verificato che il costo del carburante per gli automobilisti maltesi si mantiene su livelli decisamente più sostenibili, con un prezzo di 1,21 euro al litro per il gasolio e di 1,34 euro al litro per la benzina.

Questo avviene nonostante Malta non disponga di raffinerie sul territorio, con circa il 39% dei prodotti petroliferi che vengono importati dall’Italia. In linea teorica, quindi, un prezzo elevato in Italia dovrebbe tradursi in uno scenario analogo anche a Malta.

La differenza non è legata a un aspetto fiscale. Le tasse che Malta applica sul prezzo finale dei carburanti, infatti, sono superiori a quelle italiane, almeno per l’incidenza percentuale (56,3% sulla benzina e 54,3% sul gasolio, contro il 51,9% e 43,7% dell’Italia).

Ricordiamo che in Italia è stato appena prorogato il taglio alle accise sul diesel, che continuerà fino al prossimo 5 settembre, mentre sulla benzina non è previsto alcun intervento. Il Governo sta lavorando a nuove soluzioni.

A cosa è dovuta questa differenza?

La strategia di Malta per la gestione del costo dei carburanti è molto diversa da quella italiana e si traduce in una sostanziale riduzione del prezzo finale, anche senza dover tagliare l’incidenza fiscale sul prezzo alla pompa.

Il Governo locale, infatti, adotta una programmazione strutturale basata sul ricorso programmatico all’hedging – contratti finanziari di copertura contro le oscillazioni dei prezzi internazionali. In aggiunta, vengono applicati dei sussidi statali diretti.

Questo sistema è stato studiato per minimizzare l’impatto delle crisi energetiche su imprese e famiglie, in particolare per il costo dei carburanti che, com’è evidente da quanto sta avvenendo in Italia, può avere un’influenza significativa sull’economia. La strategia maltese permette anche di combattere l’inflazione e le speculazioni, senza dover ricorrere agli sconti fiscali.

Curiosamente, Malta è anche tra i Paesi che crescono di più in Europa in termini di immatricolazioni di nuove autovetture.

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Virgilio.it

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