Le ripartenze di Leolia Jeanjean, la criminologa del tennis avversaria di Jasmine Paolini a Roma
- Postato il 7 maggio 2026
- Di Virgilio.it
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La vita sa sempre come sorprenderti. E così è stato per Leolia Jeanjean, l’avversaria di Jasmine Paolini al secondo turno degli Internazionali d’Italia 2026, sotto il cielo di Roma. Francese, partita dalle qualificazioni, ha conquistato il main draw grazie alla vittoria nella lotta contro Ajla Tomljanovic in tre set e, al primo incontro da tabellone, ha superato Beatriz Haddad Maia, confermando lo stato di grazia in cui versa. Solida, pragmatica eppure una storia – la sua – densa di accadimenti e imprevisti. Al circuito pro è arrivata con le migliori intenzioni, dopo aver ricompattato autostima, fiducia e colpi che l’hanno condotta a superare barriere invisibili.
- Leolia Jeanjean, baby prodigio del tennis francese
- I sacrifici della famiglia
- La ripresa degli studi e la laurea
- Il ritorno nel circuito pro
Leolia Jeanjean, baby prodigio del tennis francese
Leolia Jeanjean è nata a Montpellier nell’agosto del 1995, è andata incontro al campo e alla racchetta da bambina quando i suoi genitori, Laurent e Isabelle, capirono la luce che c’era in questa ragazzina grazie alla racchetta. A 12 anni, Leolia aveva già firmato un contratto con la Nike, come si evince dalla sua biografia: un asset che attestava la qualità tecnica della transalpina, seguita da un coach della Federazione francese. Un segnale chiaro, evidente delle aspettative su di lei.
Accostata da bambina a Martina Hingis, considerata una promessa, una sorta di bambina prodigio del tennis francese la sua iperbole conobbe una prima battuta d’arresto quando si infortunò nel 2010. Un problema che ebbe le sue ripercussioni sulla sua carriera.
Classe 1995, Jeanjean appartiene alla stessa generazione di Keys, Svitolina, Gavrilova, Putintseva, Robson, Kontaveit. “Quando aveva nove, dieci anni, Leolia batteva le migliori giocatrici nate un anno prima di lei, nel 1994″ si legge in un datato articolo dell’Equipe da Inès Lagdiri, che lavora come giornalista per France Télévisions. “Le ragazzine del 1994 come me guardavano tutte due fenomeni: una classe 1993 alta già quasi due metri a 12 anni, Kristina Mladenovic; e Leolia che sentiva il gioco come nessuna, sapeva fare tutto e con un’intelligenza incredibile”.
I sacrifici della famiglia
Poi lo stop a cui si faceva riferimento, coincidente con la decisione della famiglia di intraprendere un percorso ambizioso in un centro specializzato: Leolia stava per compiere 15 anni, quando durante i Campionati Europei juniores in Russia (ed era già una mini campionessa) si fede male al ginocchio.
La prima diagnosi risulterà errata, compromettendo anche il suo cammino tennistico: due anni buttati e sofferenza, la convivenza con il dolore e il peso delle responsabilità.
A 17 anni, è passata da promessa a tennista vicina all’essere ex: la Nike nel mentre si era defilata e la Federazione è meno presente rispetto a un tempo.
La ripresa degli studi e la laurea
Era indispensabile riprendere da dove aveva interrotto con la sua famiglia a sostenerla, ma anche da aiutare sul piano economico. A partire dagli studi: sociologia e criminologia alla Lynn University, percorso universitario che ha concluso brillantemente a cui si è sommato un Master.
Tutto finito? No, affatto. Il richiamo della racchetta ha fatto la sua parte. Riparte nel 2021, prima stagione nel circuito, più matura e con una certa qualità in più nell’atteggiamento.
Il ritorno nel circuito pro
Con i tornei, ha ripreso quota anche la classifica grazie alla wild card del Roland Garros 2022. Accreditata di una wild card da numero 225, ha debuttato nel main draw ed è riuscita addirittura ad approdare fino al terzo turno, schiantando la numero 8 del mondo Karolína Pliskova con un doppio e netto 6-2. Sembra più trascorsa un’eternità.
Ora occupa la posizione 127 del ranking mondiale, il suo best per ora è al 91esimo posto. A Roma si scontra al secondo turno con Jasmine Paolini, che detiene il titolo e la posizione numero 8. Non sarà ovvio il risultato sulla carta, anche se l’unico precedente depone a favore dell’azzurra. D’altronde nulla è scritto, se si tratta di Jeanjean.