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Archiviato il periodo riproduttivo, le ovaie potrebbero iniziare una nuova vita, stavolta come riserve di cellule immunitarie. È l'affascinante - e ancora tutta da dimostrare - ipotesi suggerita da uno studio sui topi: se confermata, questa nuova funzionalità delle ovaie, le gonadi femminili, potrebbe avere risvolti importanti per la salute delle donne dalla menopausa in avanti. Il contenuto della ricerca è raccontato sulla rivista scientifica Molecular Human Reproduction.. Da scrigni di ovuli a hub immunitari. Secondo un gruppo di ricercatori della Northwestern University Feinberg School of Medicine, dopo la menopausa, nelle ovaie delle femmine di topo si infiltrano cellule immunitarie. Cessata la produzione di cellule uovo, queste ghiandole posizionate ai lati dell'utero potrebbero iniziare a secernere segnali immunitari, anche se le conseguenze di questo presunto nuovo compito non sono state approfondite.
Se confermata, la nuova comprensione del ruolo delle ovaie dopo la finestra di vita fertile potrebbe migliorare la comprensione della salute femminile in età avanzata.. Evoluzione a sorpresa. L'ipotesi ha preso forza quando il gruppo di ricerca statunitense ha intrapreso una ricerca sulle cellule senescenti (cioè cellule che smettono di dividersi, ma non muoiono) nelle ovaie. Esaminando le ovaie di donne dai 50 ai 75 anni, il team guidato da Francesca Duncan, Professoressa di Scienze Riproduttive, Ostetricia e Ginecologia, ha notato che le loro cellule producevano proteine diverse da quelle che producono in età fertile.
La scoperta ha sorpreso gli scienziati, perché da ovaie "svuotate" della loro funzione primaria (produrre gli ovuli e secernere gli ormoni che regolano il ciclo mestruale) non si aspettavano alcun cambiamento.. Così i ricercatori hanno analizzato ovaie di femmine di topo in tre momenti della vita: da giovani, alla fine del loro periodo riproduttivo o nella fase post-riproduttiva. Hanno misurato l'espressione genica delle cellule delle ovaie (cioè il modo in cui le informazioni contenute nel DNA sono convertite in molecole funzionali, come le proteine) e osservato al microscopio le diverse popolazioni cellulari per capire come fossero invecchiate.
Nelle ovaie delle femmine che avevano ultimato l'epoca riproduttiva sono state trovate cellule immunitarie in quantità maggiori rispetto a quelle presenti nelle femmine giovani. In esse è anche stata osservata una maggiore attività di geni che codificano diversi composti infiammatori o molecole immunitarie che attraverso il sangue possono raggiungere altre parti del corpo.. Una scoperta importante per la salute femminile?. Non è chiaro al momento se le ovaie "invecchiate" divengano riserve involontarie di cellule immunitarie, se producano segnali immunitari attivi e se questo abbia conseguenze a livello sistemico.
Se però questi segnali fossero confermati anche nelle ovaie femminili, il processo potrebbe contribuire a spiegare perché le donne in età avanzata sembrino più soggette a processi di infiammazione cronica e a malattie ad essi collegati. Alla base potrebbe esserci anche questo meccanismo immunitario, che conosciamo ancora poco..
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