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Le nuove regole Ue sul settore auto, obiettivo riciclo plastica

  • Postato il 8 settembre 2026
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  • Di Virgilio.it
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Le nuove regole Ue sul settore auto, obiettivo riciclo plastica

Entro 6 anni le auto, in base alle normative Ue, dovranno contenere il 15% di plastica riciclata. Le nuove disposizioni diventeranno esecutive e riguarderanno anche la progettazione, la produzione, la raccolta e il trattamento a fine vita dei veicoli. Soltanto il 2,5% della plastica proveniente dai veicoli oggi viene riutilizzata nella produzione di nuovi esemplari.

Le Case automobilistiche dovranno gestire il delicato passaggio da un modello lineare a un design circolare. In base alle ultime analisi oltre 800.000 tonnellate di plastica proveniente da veicoli giunti a fine vita verranno bruciate o smaltite in discarica. La proposta di revisione del regolamento UE sui veicoli fuori uso (EU ELV), stabilisce che la percentuale passerà dal 15% al 25% entro un decennio, almeno un quinto di tale materiale dovrà provenire da veicoli rottamati.

Come cambiano le regole

Con oltre 10,8 milioni di nuove vetture immatricolate nell’UE nel 2025 si può comprendere come 200-240 kg di plastica per veicolo rappresentino un serio problema. Ad oggi non più del 2,5% della plastica proveniente dai veicoli a fine vita viene riutilizzata nelle nuove auto, ma l’obiettivo è la produzione di circa 350.000 tonnellate di plastica riciclata all’anno.

La Global Impact Coalition (GIC), una piattaforma incentrata sulla riduzione delle emissioni di carbonio e sull’introduzione dell’economia circolare nel settore chimico, ha partorito un progetto pilota per dimostrare come il riciclo meccanico e chimico della plastica potrebbe rappresentare una svolta. Otto società dei settori chimici e dei rifiuti si sono occupate del processo di smantellamento, triturazione di modelli da rottamare per valutare se i componenti in plastica potessero essere recuperati dalle vecchie auto e trasformati in materiale di qualità. Charlie Tan, CEO del GIC, ha dichiarato:

“Le materie prime esistono, ma manca il sistema per convertirle in componenti di qualità automobilistica. C’è un divario tra le ambizioni normative e la reale capacità del sistema di raggiungere tali obiettivi. Il dibattito si sta spostando dalla domanda ‘il riciclo della plastica automobilistica è tecnologicamente fattibile?’ A ‘possiamo costruire una catena di approvvigionamento economicamente sostenibile e quale sarebbe il ruolo di ciascuno?'”.

Progetti rivoluzionari

Ben 53 milioni di tonnellate di rifiuti di plastica sono stati prodotti nell’UE nel 2019, una cifra che si prevede raddoppierà entro il 2060, andando oltre i 100 milioni di tonnellate all’anno. L’industria delle quattro ruote vanta uno dei maggiori volumi di materie prime collezionabili per il riciclo chimico. Come riportato su Reuters la responsabile dei progetti globali presso il GIC, Ana Sofia Almagro, ha assicurato:

“Esiste un legame insolitamente stretto tra l’offerta di plastica riciclata e la domanda di plastica riciclata da parte degli OEM. Questo potrebbe fornire il segnale di domanda di cui le aziende chimiche hanno bisogno per costruire impianti per un maggiore riciclo chimico”.

Gli attuali metodi di smistamento e la composizione di molti componenti delle auto recuperati non soddisfano i requisiti. L’obiettivo è trovare sistemi circolari nella progettazione per realizzare nel futuro auto migliori. Non a caso Volkswagen sta collaborando con l’Open Hybrid Lab-Factory (OHLF) del governo tedesco, a Wolfsburg, dove si trova anche la sede del Gruppo.

Il brand Audi, attraverso il suo progetto Material Loop, sta valutando soluzioni per riciclare non solo la plastica, ma anche l’acciaio, l’alluminio e il vetro. Il riciclo chimico della plastica consente di ridurre i rifiuti di plastica a elementi costitutivi chimici, che possono essere utilizzati per creare plastica vergine.

Autore
Virgilio.it

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