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Le mode dell’estate 2026 viste da Monte-Carlo: musica, locali, dj e prezzi (alti)

  • Postato il 28 giugno 2026
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  • Di Il Vostro Giornale
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Le mode dell’estate 2026 viste da Monte-Carlo: musica, locali, dj e prezzi (alti)

Principato di Monaco. Quali sono le mode musicali dell’estate appena iniziata? Vale sempre la pena, per chi può permetterselo, semplicemente perché può o magari perché mette da parte qualche soldino, concedersi una serata a Monte-Carlo? E, in questo caso, quali sono i locali che vanno per la maggiore? O ancora: c’è qualche angolo “segreto” che vale la pena di scoprire?

Andiamo alla ricerca di questo mondo con l’aiuto di Andrea Munari, giornalista e conduttore radiofonico di Radio Monte Carlo, dal lunedì al venerdì in diretta dalle 13 alle 14 con il programma “La boutique de la Musique”, profondo conoscitore del Principato.

Munari, cominciamo dalla musica, consapevoli che Monte-Carlo ha influenza su tutto il mondo. 

“Parliamo di un pubblico dai 30 ai 60 anni. Funzionano due filoni. Per far ballare, house vocale elegante, con classici anche Anni Novanta, e disco house/Nu disco. Quindi groove solari, bassi rotondi, richiami funki e tanti edit di classici rivisitati. Artisti come Purple Disco Machine, Michael Gray, The Shapeshifters, Dave Lee (Joey Negro), Clapton nelle tracce più melodiche e parecchi rework di hit Anni 80 e 90. Per aperitivo e ascolto, Organic House, Deep house melodica e Afro house più soft. Sonorità calde, raffinate e molto estive. Esempi? Keinemusik, Alex Wann, Sparrow&Barbossa, Maz, con qualche tocco Balearic lounge moderna. In generale la tendenza è verso musica elegante e riconoscibile: più groove, vocal e melodie che piacciano a un pubblico adulto. Poi, per spingere e alzare il ritmo, gli edit house di grandi classici pop e disco continuano a essere una garanzia. Certi pezzi sono per sempre anche nella pista da ballo”.

E’ vero che il karaoke è tornato di moda, o forse non è mai tramontato? Canale 5 lo ha rilanciato con un programma di Michelle  Hunziker…

“Divertirsi, cantare e ballare insieme fa sempre bene a tutti. Certo, va proposto con le caratteristiche più moderne, non come vent’anni fa”.

Locali consigliati?

“Se parliamo di discoteche, non possiamo prescindere dal locale per antonomasia, il Jimmi’z diretto da Antonio Ierone, con una programmazione che si basa su dj e produttori internazionali. Poi il Buddha-bar con la musica del raffinato dj Papa”.

Ci faccia uscire dal circuito dei locali più famosi.

“Dipende da cosa intende… E’ molto gettonata la Brasserie de Monaco, sul circuito, poi il Sass Cafe’, ma ritorniamo facilmente a nomi noti come il Twiga. Come si vede il confine e’ sottile”.

Un angolo “segreto”, dove portare qualcuno per sorprenderlo?

“Direi due. Dobbiamo andare sulla spiaggia del Larvotto, con il ristorante bar La Note Bleue. Oppure alla nuova Rascasse sulla celebre curva del Grand Prix: tutto ispirato ai motori, anche il soffitto scolpito a forma di parti meccaniche. Può essere una sorpresa restando nel cuore di Monte-Carlo”. 

Monaco è cara? Troppo cara?

“Si, è cara, molto cara, ma questo può essere un problema per i residenti e monegaschi che hanno una vita diciamo ‘normale’,  non per gli ospiti. Ultimamente i prezzi sono aumentati, in alcuni casi quasi raddoppiati per un primo piatto. Ma il servizio è sempre eccellente, a meno che non si capiti in qualche caso particolare. Monaco segue la legge del mercato, e’ un mondo a parte, differente dalla stessa vicina Costa Azzurra”.

Con la nostra visuale italiana, parziale per forza di cose, sentiamo parlare molto dell’Amazonico, sul tetto del Cafe’ de Paris, o del Coya.

“Non sono più una novità assoluta, ma si’, è vero, per questi posti c’è molta richiesta, bisogna prenotare con largo anticipo e si viene avvisati che c’è una spesa minima molto elevata per la quale bisogna offrire garanzie precise”.

Agli italiani piacciono molto l’American Bar dell’Hotel de Paris, perché si può accedere al palazzo più famoso di Monaco con parcheggio riservato senza svenarsi, o il Monte Carlo Bay, hotel meno pomposo ma che offre molti bar e ristoranti.

“Sono senza dubbio due buone idee”.

Il Principe Alberto segue ovviamente le attività turistiche attraverso la SBM. Chi sono i suoi più stretti collaboratori?

“Il presidente e amministratore delegato del Gruppo SBM Stephane Valeri, che è anche un politico di lungo corso, e a cascata tutti i suoi collaboratori, settore per settore. Il gruppo monegasco sta lavorando bene, investendo e moltiplicando l’offerta con le altre principali strutture monegasche che lavorano per l’attrattivita’ del Principato”. 

A proposito del principe, e’ molto attivo anche in Italia…

“Si’, con la principessa Charlene si dedica molto, ad esempio, a iniziative per l’ambiente e la solidarietà e cura i luoghi, soprattutto in Italia, legati alla storia dei Grimaldi”.

Questa è Monaco oggi, nel bene e se vogliamo nel male. Ma conoscerla può essere utile anche dalle nostre parti.

Autore
Il Vostro Giornale

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