Le meraviglie del Grand Tour riescono ancora a stupirci

  • Postato il 29 marzo 2026
  • Cultura
  • Di Libero Quotidiano
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Le meraviglie del Grand Tour riescono ancora a stupirci

D ella fascinazione per il mondo classico che contagiò aristocratici e intellettuali nordeuropei tra la fine del 1700 e il 1800 conosciamo prevalentemente la letteratura di viaggio. Le pagine che Goethe, Stendhal, Charles de Montesquieu, Charles Dickens e tanti altri dedicarono a Milano, Firenze, Roma, Napoli, Pompei, rapiti dalle meraviglie dell’antichità, pagine che raccontano l’incanto di quei viaggiatori davanti ai nostri monumenti e paesaggi. Ma fino al 4 maggio al Museo Poldi Pezzoli di Milano è in mostra un Gran Tour poco raccontato, quello artistico, fatto di quadri commissionati da ricchi o nobili viaggiatori come testimonianza concreta del viaggio italiano e quello dell’artigianato che gemmò attorno all’arrivo dei grand tourist alla ricerca di oggetti più facilmente trasportabili e meno costosi, da conservare e esibire una volta rientrati nei propri Paesi.

LA WUNDERKAMMER
La mostra Le meraviglie del Grand Tour (curata da Lavinia Galli e Xavier F. Salomon), è pensata come un tour nel museo che è a sua volta una wunderkammer nel cuore di Milano. L’idea parte dal desiderio di valorizzare la donazione di Giovanna Zanuso dello spettacolare Interno del Pantheon di Giovanni Paolo Panini (Piacenza, 1691-Roma, 1765), unica opera dell’autore presente nelle collezioni pubbliche milanesi. Da qui la richiesta al Met di New York di ricevere in prestito un altro straordinario dipinto di Panini, Roma antica. Una richiesta che sembrava impossibile considerate le dimensioni del dipinto e la complessità del viaggio, ma grazie alle sue eccezionali doti di diplomazia museale, Alessandra Quarto, direttrice del Poldi Pezzoli, è riuscita nell’impresa. Il viaggio comincia proprio davanti al quadro di Panini che in un colpo d’occhio restituisce la magnificenza dell’antica Roma. Un esempio di “metapittura” in cui il pittore inventa una scenografica galleria immaginaria con tanto di sipario alzato. Un teatro della memoria che mette in scena più di cinquanta suoi dipinti e vedute di rovine della Roma antica. Il dipinto è popolato da statue e monumenti dell’antichità, dal Colosseo al Pantheon, in cui si muovono diversi personaggi settecenteschi che animano le rovine. Ci sono l’artista stesso e il committente, il conte Étiende Choi ne -François seul-Stainville, in quegli anni ambasciatore francese a Roma che stringe tra le mani una guida. Interno del Pantheon, dello stesso Panini, disorienta per la sua magnificenza. L’artista piacentino, che era anche architetto e scenografo, attraverso la luce che entra dall’oculo, manipola la prospettiva riuscendo a dipingere una visione che è impossibile all’occhio umano.

I SOUVENIR
Accanto al Panini, due inedite vedute, (Veduta panoramica di Roma da Villa Medici e Veduta panoramica di Roma dalla Trinità dei Monti) di Gaspar Van Wittel, l’olandese naturalizzato italiano padre del vedutismo (e dell’architetto Luigi Vanvitelli). I paesaggi della Roma moderna, esattamente come quelli della città antica, erano ricercati souvenir dei facoltosi viaggiatori. La mostra prosegue con l’esposizione dei ventagli del Grand Tour, giunti al museo nel 2005 per legato testamentario del collezionista Carlo Borgomaneri. Si può ammirare, tra l’altro, una bellissima selezione di gioielli in micromosaico da una collezione privata. Raffinati souvenir per le dame in viaggio, decorati con monumenti e rovine dell’antica Roma, di Napoli, dei siti archeologici di Ercolano e Pompei appena tornati alla luce, dei templi di Paestum. Si viaggia con la fantasia tra le pagine delle guide cartacee che i partecipanti al Grand Tour portavano con sé, sfogliavano durante le tappe o studiavano nelle settimane che precedevano la partenza. Per questi turisti non bastava esserci, era importante dimostrare di esserci stati. Un po’ come accade oggi con i selfie, i più facoltosi si facevano ritrarre nel quadro che commissionavano, chi non poteva acquistava un souvenir da sfoggiare al ritorno o solo per rivivere le emozioni “made in Italy”. Il viaggio al Poldi Pezzoli si conclude (ma può anche iniziare) con il cortometraggio Tutti gli dèi del regista Ferzan Özpetek che celebra questa mostra ma è anche un omaggio al Poldi Pezzoli. C’è una giovane donna, bellissima, che dorme avvolta dalla luce dell’alba del Pantheon e poi, lentamente, si risveglia. «Questo mio viaggio è un invito a lasciarsi toccare. A risvegliarsi, come la donna del Pantheon, nella consapevolezza che la vera meraviglia dell’arte - e dell’esistenza- è la possibilità di sentirsi vivi davanti alla luce». Alla fine di questo gran tour nelle Meraviglie del Grand Tour, ci si sente così, vivi e ubriachi di bellezza.

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Autore
Libero Quotidiano

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