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Le imprese piemontesi crescono al di sotto della media nazionale, secondo i dati Unioncamere

  • Postato il 29 luglio 2026
  • Economia
  • Di Quotidiano Piemontese
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  • 2 min di lettura
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Le imprese piemontesi crescono al di sotto della media nazionale, secondo i dati Unioncamere

PIEMONTE – Il rapporto sulla nati-mortalità delle imprese piemontesi relativo al II trimestre 2026 pubblicato da Unioncamere Piemonte mostra una crescita decisamente contenuta. Il tasso di crescita registrato è dello 0,45%, inferiore alla media nazionale (+0,56%), seppure in consolidamento progressivo se confrontato con i corrispondenti trimestri del 2025 (+0,45%) e del 2024 (+0,37%).

Il rapporto evidenzia come la struttura economica della regione, pur confermando una sostanziale stabilità e qualche segnale positivo, incontri evidenti difficoltà a svilupparsi con continuità e slancio. Questo andamento rispecchia un contesto economico generale ancora caratterizzato da estrema cautela: l’incertezza sui mercati internazionali, la pressione sui costi e il costante e progressivo riassestamento dei tassi di interesse continuano a frenare lo slancio d’impresa.

Nel periodo aprile-giugno 2026, sono nate in Piemonte 5 708 imprese, 41 in più rispetto al II trimestre 2025, mentre le cessazioni (valutate al netto delle cancellazioni d’ufficio) si sono attestate a 3 836, 54 in più rispetto al II trimestre 2025. Il saldo è comunque positivo ed è pari a + 1 872 unità, portando lo stock complessivo delle realtà imprenditoriali iscritte presso le Camere di commercio piemontesi a quota 416 694.

«Il secondo trimestre dell’anno conferma la tenuta del tessuto imprenditoriale piemontese che, pur in un contesto globale incerto, dimostra una solida capacità di resistenza, trainato dalla vitalità dei servizi e dalle strutture societarie più solide. Tuttavia, la cautela che frena la nascita di nuove aziende ci indica che occorre una scossa di fiducia: per agganciare una ripresa decisa dobbiamo accelerare sugli investimenti strategici per la transizione digitale ed ecologica» dichiara Gian Paolo Coscia, presidente di Unioncamere Piemonte.

L’analisi per forma giuridica delle aziende rivela che nel periodo in questione sono le società di capitale a trascinare la lieve crescita: sono il segmento più dinamico del tessuto imprenditoriale piemontese e mostrano infatti un tasso di crescita (+1,12%) nettamente superiore alla media regionale.

L’analisi settoriale mostra che la spinta maggiore arriva dal comparto degli Altri servizi, che non solo registra il tasso di crescita più alto (+0,97%), ma essendo il comparto più grande con il 34,2% del totale, traina in modo decisivo il risultato complessivo. Scivola invece il Commercio, secondo settore per numero di imprese (19,2%), che registra una lieve contrazione dello 0,02%.

Guardando alle province, a spingere la media di crescita piemontese sono principalmente Novara e Torino, le uniche due realtà a superare la soglia regionale: Novara registra il tasso di crescita più alto dell’intera regione (+0,63%), mentre Torino la segue con un +0,52%. Fanalino di coda Biella, che registra la variazione più modesta dell’intera regione con un +0,16%.

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Quotidiano Piemontese

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