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In sintesi
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Alain Goriely, professore di matematica a Oxford, ha recentemente pubblicato un articolo dall'eloquente titolo L'illusione delle illusioni: non esistono correzioni ottiche nel Partenone (The illusion of illusions: there are no optical corrections in the Parthenon), nel quale smentisce la teoria globalmente accettata secondo la quale il fatto che il tempio non abbia una sola linea o angolo retto sia frutto di un elaborato studio architettonico volto a farlo apparire perfettamente regolare e rettilineo agli occhi di chi lo osserva.. Fu Vitruvio nel suo De Architectura (scritto nel 15 a.C.) a proporre per la prima volta la teoria delle correzioni ottiche, secondo la quale le linee curve e gli angoli mai retti del tempio greco sarebbero stati studiati a tavolino per far apparire l'edificio regolare. Dopo aver passato al setaccio le principali correzioni ottiche conosciute, Goriely è giunto alla conclusione che la teoria non ha alcuna base scientifica.. Stilobate curvo e colonne rigonfie
Tra le correzioni ottiche smontate da Goriely vi è quella che riguarda lo stilobate (il gradino più in alto della base, dove poggiano le colonne), che sarebbe leggermente curvato verso l'alto per sembrare dritto. Secondo il matematico, però, la curvatura è troppo piccola per essere percepita, e dunque inutile: l'ipotesi più probabile è invece che la curvatura servisse a drenare l'acqua piovana.. Un'altra teoria afferma che le colonne, se fossero perfettamente dritte, sembrerebbero concave al centro: per questo gli antichi greci le avrebbero progettate leggermente rigonfie. Anche in questo caso il gonfiore (entasi è il termine tecnico) delle colonne del Partenone è così sottile da essere impercettibile nella maggior parte dei casi.. Illusione da irradiazione e figure ingrandite
Vi è poi la cosiddetta illusione da irradiazione, che secondo Vitruvio (e, dopo di lui, l'architetto Francis Cranmer Penrose a metà dell'Ottocento) avrebbe fatto percepire come più sottili le colonne d'angolo, viste contro lo sfondo chiaro del cielo, rispetto a quelle centrali, osservate sullo sfondo scuro della cella del Partenone.
Per ovviare a questo problema, le colonne d'angolo sarebbero state costruite più spesse di circa 4 centimetri. Ma secondo Goriely questa illusione è stata testata solo in laboratorio, e comunque sarebbe vera solo da pochi punti di osservazione ben precisi dell'Acropoli. Anche in questo caso, la spiegazione potrebbe essere molto più semplice del previsto: «Le colonne d'angolo potrebbero essere più grandi perché devono sostenere un carico leggermente maggiore», spiega.. L'ultima teoria analizzata nel dettaglio dal matematico è quella secondo la quale le figure scolpite in alto avrebbero una testa più grande rispetto al corpo per compensare la distanza da chi guarda. Non sarebbe affatto così: il calcolo è stato fatto guardando alle proporzioni di un nostro contemporaneo, ma 2000 anni fa il rapporto tra testa e corpo era diverso, non dissimile da quello dei bassorilievi. Si tratta dunque, di fatto, di un'illusione inesistente.
La teoria delle correzioni ottiche nasce dalla nostra voglia di voler ammantare di perfezione tutto ciò che è antico, ricercando misteri e armonia dove, forse, c'era solo caso o mera praticità. L'articolo si conclude con una nota di ironia, un post scriptum che invita il lettore a smettere di leggere, andare a fare una passeggiata e fidarsi del proprio istinto, «lasciando perdere gli intellettuali che hanno molto libero, tra cui il sottoscritto»..
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