Le associazioni esultano dopo lo stop all’impianto agrivoltaico tra Maierato e Pizzo
- Postato il 17 settembre 2026
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- Di Quotidiano del Sud
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Il Quotidiano del Sud
Le associazioni esultano dopo lo stop all’impianto agrivoltaico tra Maierato e Pizzo
Le associazioni esultano dopo lo stop alla realizzazione dell’impianto agrivoltaico tra Pizzo, Maierato, Filogaso e Sant’Onofrio anche se il progetto potrà essere ripresentato dalla società che l’ha redatto dopo le opportune integrazioni
VIBO VALENTIA – L’iter per la realizzazione del progetto agrivoltaico denominato “Pizzo-Vinci”, previsto nella “Piana degli Scrisi”, tra Pizzo e di Maierato, Filogaso e Sant’Onofrio, si è concluso, almeno per il momento, con una formale archiviazione da parte della Regione Calabria e le associazioni esultano. L’impianto, dal valore stimato di 45 milioni di euro e con un’estensione paragonabile a ben centodieci campi da calcio, avrebbe interessato le aree a cavallo tra i comuni di Pizzo e Maierato.
La procedura si è interrotta nella fase istruttoria a causa della persistente incompletezza della documentazione prodotta dalla società proponente e per il mancato superamento delle carenze rilevate dagli uffici competenti, evitando per il momento una profonda trasformazione di uno dei paesaggi storici e agricoli più sensibili del territorio.
ARCHEOCLUB SODDISFATTO PER LA DECISIONE DELLA REGIONE
Il blocco del progetto ha registrato il plauso del coordinamento regionale della Calabria di Archeoclub d’Italia, che ha espresso grande soddisfazione per la salvaguardia temporanea dell’area. L’associazione ha chiarito che non si tratta di una bocciatura nel merito, ma di uno stop procedurale. Restano pertanto valide le ragioni legate al grande valore storico, archeologico, paesaggistico e geologico della Piana degli Scrisi. Si tratta infatti di un territorio frequentato dall’uomo per millenni, solcato da antiche direttrici viarie, ricco di testimonianze e nel quale si conserva tuttora la coltivazione del pregiato grano antico Rosìa. Secondo Archeoclub, guidato dal Antonio Montesanti, lo spazio in questione non è un vuoto da riempire sulla carta di un progetto, poiché ogni collina e ogni tracciato raccontano una storia secolare.
Pur favorevole alla transizione energetica, l’associazione ribadisce la necessità di localizzare gli impianti in aree realmente idonee, senza sacrificare un patrimonio culturale e ambientale non riproducibile, e si impegna a sostenere studi per l’avvio di un procedimento di vincolo e tutela definitivo.
COLDIRETTI: “REALIZZARE GLI IMPIANTI IN AREE IDONEE”
Sulla stessa lunghezza d’onda si è espresso Vincenzo Porcelli, imprenditore nel settore agroalimentare, vicepresidente Dicit e presidente provinciale di Coldiretti Vibo Valentia che ha evidenziato come l’esito della vicenda “rappresenti un risultato cruciale, frutto della precisa volontà di non consumare suolo produttivo e di non mettere in competizione la filiera dell’energia con la produzione di cibo”. Secondo l’interessato, i progetti legati alle fonti rinnovabili devono privilegiare tetti, aree industriali dismesse e siti già compromessi, preservando un’area che è sinonimo di agricoltura, lavoro, biodiversità e identità.
LA CISAL: “SERVE UNA PIANIFICAZIONE REGIONALE CHIARA”
Un concetto fermamente condiviso anche da Vitaliano Papillo, presidente del Gal Terre Vibonesi, il quale ha ricordato che la costruzione del parco fotovoltaico avrebbe “sottratto decine di ettari di seminativo in piena produzione, azzerando il reddito di numerose famiglie”, sottolineando l’urgenza di una pianificazione regionale chiara, capace di indirizzare gli investitori verso le zone adatte, evitando di spazzare via in una sola stagione il valore di anni di fatiche lavorative e impedendo che ogni nuovo investimento si trasformi in una vertenza.
Nonostante l’archiviazione del fascicolo, l’intera rete a difesa del territorio, che include anche l’Associazione contadini di Maierato, l’Usb Federazione del Sociale e Abaco, invita a non abbassare la guardia. La possibilità che una nuova istanza, integrata e aggiornata, venga ripresentata alla Regione impone di mantenere alta l’attenzione. L’obiettivo comune resta ora quello di giungere a una protezione normativa per la Piana degli Scrisi, difendendo un paesaggio che, se cancellato per costruire il futuro, non potrà mai più essere ricostruito.
Il Quotidiano del Sud.
Le associazioni esultano dopo lo stop all’impianto agrivoltaico tra Maierato e Pizzo