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Le 4 regole universali dell’evoluzione linguistica
Postato il 9 maggio 2026
Di Focus.it
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2 min di lettura
Russo, finlandese, italiano, giapponese sono apparentemente lingue che hanno poco o nulla in comune: uno studio recentemente pubblicato su Proceedings of the Royal Society B ha però scoperto che queste e altre 18 lingue si evolvono in modo sorprendentemente simile, e che le parole si creano e si riordinano seguendo quattro regole universali.
La scoperta è stata possibile grazie all'aiuto dell'intelligenza artificiale.. Word embedding e IA
L'idea dello studio, durato sette anni, era capire in che modo le lingue si evolvessero su larga scala, cercando di individuare delle regole universali nella formazione di nuove parole (neologismi come apericena o social detox). Per farlo, gli studiosi sono partiti dal word embedding, una tecnica che converte le parole in numeri permettendo ai sistemi di IA di confrontare la semantica di diverse lingue: «Con i word embedding ogni parola del vocabolario è associata a un punto specifico in uno spazio, e le parole con significati simili sono rappresentate da punti vicini tra loro», spiega alla testata The Debrief Steven Skiena, uno degli autori.
Per capirci: "cane" e "uccello" sono punti vicini, "cane" e "bicicletta" lontani.. Hanno quindi dato in pasto all'IA enormi quantità di dati riguardanti 22 lingue (italiano compreso), includendo in alcuni casi anche gruppi di vocaboli utilizzati nel passato, addirittura in epoca medievale, per vedere se esistessero delle regole universali di formazione e distribuzione delle parole, valide a prescindere dal tipo di idioma.. Quattro regole universali
Dall'analisi sono emerse quattro regole universali. La prima è che le parole più popolari tendono a raggrupparsi tra loro, lontano da quelle più rare; si organizzano in gruppi gerarchici, che si fondono progressivamente in modo simile in tutte le lingue mano a mano che aumenta il livello di generalizzazione del termine (andando per esempio da cane e cagnolino, termine quasi identici, a animale e essere vivente); i neologismi si formano quasi sempre nelle stesse aree semantiche dove sono nate parole nuove di recente.. Infine la variabilità nella creazione di nuove parole segue la legge di Taylor (Taylor's power law), una regola nota in ecologia e biologia secondo la quale più è alto il numero medio di individui in una zona, maggiore è la variabilità (o fluttuazione) di questo numero. Applicata alla linguistica, e più precisamente alla nascita di nuove parole, significa che nelle zone dove nascono mediamente tante parole, le fluttuazioni sono grandi (per esempio in un secolo ne nascono 200, il secolo successivo 2), mentre nelle zone dove nascono mediamente poche parole, la variabilità è minima.
In futuro i word embedding potrebbero diventare uno strumento prezioso per studiare la storia delle lingue e delle culture e l'intelligenza artificiale un alleato per comprendere più a fondo i meccanismi di sviluppo del linguaggio, facendo luce su nuovi aspetti dell'evoluzione linguistica e culturale..
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