Lazio prima con l’Inter, Nando Orsi sicuro: “Gattuso ha cambiato la mentalità. E Nuno Tavares è straripante”
- Postato il 13 ottobre 2026
- Di Virgilio.it
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Se qualcuno ci avesse detto ad inizio stagione, dopo tutto quello che è accaduto e continua ad accadere in casa Lazio, che i biancocelesti si sarebbero trovati in vetta alla classifica del campionato di Serie A dopo sei partite, a 16 punti in compagnia dell’Inter campione d’Italia uscente, in pochi ci avrebbero creduto. Forse neanche il più ottimista dei sostenitori.
Alla guida della squadra c’è Gennaro Gattuso, reduce dalla disastrosa esperienza con la Nazionale Italiana, ma con grande voglia di riscatto. Nella sessione estiva del calciomercato sono arrivati ottimi giocatori come Frattesi e Pinamonti, solo per citarne due, ma sono quelli rimasti che stanno davvero facendo vedere le loro qualità.
Una rosa decisamente rinvigorita dal lavoro dell’allenatore calabrese, nonostante la pesante contestazione contro il presidente Claudio Lotito messa in atto dai tifosi, che stanno disertando le tribune dello stadio Olimpico.
Ne abbiamo parlato con uno che conosce il mondo biancoceleste come le sue tasche, l’ex portiere e allenatore Nando Orsi, dal 1982 al 1985 e dal 1989 al 1998 alla Lazio come giocatore, mentre dal 1999 al 2004 negli staff tecnici che si sono succeduti alla guida della squadra capitolina.
“Il giudizio deve essere obbligatoriamente positivo, perché nessuno si aspettava una Lazio così. Queste vittorie, poi, derivano anche da un bel gioco. Gattuso ha cambiato la mentalità della squadra, alla quale forse serviva un pochino più di tranquillità mentale a livello tattico, è un allenatore diverso da Sarri. Ha lasciato un po’ più liberi i calciatori, ovviamente giocando secondo il suo modo di pensare, rimanendo molto aggressivo in avanti e adesso stanno arrivando i risultati. È vero che sono le prime sei giornate, io aspetterei ancora un altro po’, però indubbiamente in questo momento la Lazio rappresenta la vera sorpresa del campionato”.
Parlavamo del mister: quando c’è di Gattuso in questa trasformazione e rivitalizzazione di alcuni calciatori già presenti anche nelle annate precedenti?
“Fino ad oggi, Gattuso è stato bravo sia tecnicamente che mentalmente ad isolare la squadra, visto che c’è una contestazione in corso, giusta e civile del pubblico, contro la proprietà. Indubbiamente ha dovuto lavorare molto su tutto aspetto ed è stato molto bravo. Quindi grande merito va all’allenatore, ma anche alla squadra che ha saputo recepire i suoi insegnamenti. Non possiamo dimenticare che la Lazio con pochi soldi, con un mercato a zero, ha fatto una squadra discreta, non da primissimi posti, ma comunque competitiva. Ci sono tutte quante le componenti per far sì che la Lazio possa fare ancora di più”.
Tra i giocatori che stanno rendendo al massimo, chi l’ha impressionata maggiormente?
“Nuno Tavares dà una qualità incredibile, oltre che una forza fisica straripante. Abbiamo ritrovato Zaccagni, c’è un Frattesi che sta facendo molto bene, Floriani Mussolini che, secondo me, è una delle sorprese dell’intera Serie A. In generale, ci sono giocatori che si sapeva che potevano dare di più, parlo di Taylor o dello stesso Isaksen. Ma, soprattutto, è il gruppo che sta rispondendo alla grande”.
E domenica c’è la difficile di trasferta di Torino contro una Juventus reduce dal pareggio di Cagliari e non al massimo della forma, mentale e fisica. Che tipo di partita si aspetta?
“Mi aspetto un match aperto, penso che Gattuso non snaturerà quello che è il modo di giocare della Lazio. Farà un pressing importante, cercherà di trovare i lati deboli della Juventus, che fino ad adesso ha dimostrato di avere qualche problema in fase difensiva. Certo, i giocatori forti li ha e qualcuno gli manca. In generale, è una sfida che sembra sbilanciata a favore dei padroni di casa, ma a mio parere non lo è assolutamente”.
Infine, domanda da un milione di dollari: dove può arrivare questa Lazio?
“Se raggiunge la Conference League fa un mezzo miracolo, per come sono andate le cose e per il numero delle squadre che ci sono lì davanti, potenzialmente più forti anche a livello di organico”, ha concluso Orsi a Virgilio Sport.