Lazio, Gattuso: frecciata a Lotito, grazie a Frattesi e la tirata d'orecchie a Nuno Tavares: "Odio chi spreca il talento"
- Postato il 4 ottobre 2026
- Di Virgilio.it
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Primo in classifica con 13 punti come Roma e Inter, Gennaro Gattuso si sta godendo la sua rivincita da tecnico della Lazio, una delle rivelazioni del campionato. Ospite al Festival dello sport di Trento Ringhio si confessa a tutto tondo.
Il rapporto con Lotito
Freme per tornare a giocare dopo la maxisosta Gattuso (“aspetto che arrivino tutti per poterci allenare bene, abbiamo il Monza che è un avversario difficile. I miei precedenti con Juric non sono buoni, col Verona venne a pareggiare a Napoli all’ultima giornata, vincendo saremmo arrivati secondi”) che poi si sofferma su Lotito: “Meno parla meglio è ma è un casino, ha 4-5 telefonini, ma meglio che dica tutto in faccia ai giocatori quello che pensa, inutile che debbano leggerlo sui giornali”.
La scelta della Lazio
Ringhio spiega perchè ha accettato la Lazio: “Venivo da un’esperienza in nazionale che mi ha fatto male e avevo voglia di ripartire subito, avevo fatto diverse esperienze all’estero che sono state importanti, avevo detto no 2-3 volte a Lotito ma stavolta ho accettato perchè pensavo che questa squadra avesse ancora qualcosa da dare, sono orgoglioso di allenarli perchè stanno dando tanto”.
Tra i segreti della Lazio c’è la rinascita di Frattesi: “Frattesi è un giocatore che ho avuto la fortuna di allenare in nazionale, gli ho sempre detto che doveva prendere una decisione senza accontentarsi di giocare 10′-15′, doveva prendersi le sue responsabilità. E’ stato incredibile che abbia scelto noi ma era un passo che doveva fare per rispetto a sè e alla sua carriera”.
La frecciata a Nuno Tavares
Non con tutti è stato però rose e fiori, anzi: “Con Nuno Tavares ci sono stati momenti di tensione e non solo con lui, odio chi ha talento e non fa nulla per migliorarsi, io ho fatto il percorso opposto, io non avevo talento, ero più scarso degli altri e dovevo lavorare il doppio, non mi piace chi butta il talento sotto i piedi anche se per il carattere che avevo un Gattuso nella mia squadra non lo vorrei mai”.
Tante batoste in carriera, esoneri e beffe all’ultima giornata: “Me lo son cercate io, le cose semplici non mi piacciono, riesco a stare a casa uno o due mesi poi faccio fatica ma non perché non stia bene con mia moglie ma mi manca l’adrenalina, la soddisfazione più grande è quando prendi un gruppo e vedi che migliorano giorno dopo giorno”.