Lavoratori della cultura in sciopero: “La gestione non si regge sul lavoro povero”
- Postato il 11 giugno 2026
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- Di Genova24
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Genova. Mobilitazione dei lavoratori della cultura venerdì 12 giugno. Alla base dello sciopero e del presidio sotto la prefettura i tagli al comparto e quello che la Cigl definisce “l’utilizzo sempre più marcato di personale precario e in appalto e per maggiore salute e sicurezza sul lavoro”.
“I diritti di lavoratrici e lavoratori e la gestione della cultura non sono slogan da social media, ma impegni reali e concreti da perseguire a livello locale e nazionale”, spiega il sindacato.
Il riferimento della Funzione Pubblica Cgil è al taglio dei finanziamenti nazionali a tutti i settori della cultura: “Il partenariato pubblico-privato presentato dall’amministrazione genovese non è un semplice ‘supporto’, ma una privatizzazione della gestione operativa e strategica. La situazione vale per i musei, ma anche per tutti gli altri comparti della cultura dove manca il personale e dove si sta procedendo con i tagli al servizio “programmazione, marketing, offerta didattica e gestione dei servizi accessori vengono ceduti al partner privato per i prossimi 9 anni e mentre il privato si arricchisce, le professionalità dei dipendenti pubblici vengono mortificate insieme al patrimonio culturale del Comune che non è una merce da delegare per praticità amministrativa favorendo lavoro povero e meno tutelato” dichiarano dal sindacato. In questo contesto estremamente penalizzante per il personale si inseriscono gli appalti dove i diritti di lavoratrici e lavoratori sono condizionati dal contenimento dei costi che le aziende mettono in atto come strategia dalla quale trarre profitto”.
La richiesta al governo è di “fermare i tagli al mondo della cultura, riconosce delle professionalità con trattamenti economici dignitosi, il superamento della precarietà, più assunzioni e maggiore salute e sicurezza sul lavoro”. Al Comune di Genova si chiedono invece “migliori condizioni contrattuali e la valorizzazione dei servizi, maggiore controllo sul sistema degli appalti, aziende in house, statalizzazioni o fondazioni partecipate con maggiore tutela per tutto il personale e del servizio”.