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“L’attimo fuggente” a Milano: uno degli esperimenti teatrali più interessanti nati capace di unire formazione, produzione e innovazione scenica

  • Postato il 21 aprile 2026
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  • Di Il Fatto Quotidiano
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“L’attimo fuggente” a Milano: uno degli esperimenti teatrali più interessanti nati capace di unire formazione, produzione e innovazione scenica

Un altro grande successo per L’attimo fuggente, dopo un ciclo di repliche lungo un mese nella nuova sala dell’STM Studio del Teatro degli Arcimboldi a Milano: lo spettacolo si conferma come uno degli esperimenti teatrali più interessanti nati in Italia negli ultimi anni, capace di unire formazione, produzione e innovazione scenica. Diretto da Marco Iacomelli, è infatti in scena stabilmente dal 2023, segnando il passaggio da progetto didattico a realtà professionale consolidata.

Il cuore dello spettacolo resta il celebre testo di Tom Schulman, già reso immortale dal film del 1989 con Robin Williams, ma qui riletto in chiave teatrale con grande attenzione alla coralità. In scena troviamo Massimiliano Perticari nel ruolo del professor John Keating, guida carismatica e anticonformista; accanto a lui Marco Massari (Paul Nolan), Daniele Bacci (Sig. Perry), Leonardo Della Bianca (Neil Perry), Matteo Pilia (Todd Anderson), Pietro Lancello (Charlie Dalton), Marco Possi (Knox Overstreet), Andrea Ciampi (Richard Cameron), Alessandro Rizza (Steven Meeks) e Linda Caterina Fornari (Chris). Un gruppo giovane e compatto che restituisce con energia il conflitto tra disciplina e libertà, tra aspettative sociali e desiderio di autodeterminazione.

La forza dello spettacolo sta proprio in questa dimensione collettiva: gli attori non sono solo personaggi, ma interpreti di una generazione in formazione, molti dei quali provengono direttamente dalla Scuola del teatro musicale, un percorso didattico specifico nato a Novara nel 2013 e sbarcato da qualche anno anche a Milano.

Determinante è anche la scenografia, asciutta ed essenziale, posta al centro della sala e circondata su entrambi i lati dalla platea: una soluzione capace di evocare l’austerità del collegio Welton ma anche di aprirsi a dimensioni più simboliche e interiori. La scenografia accompagna così il percorso emotivo dei personaggi e amplifica il senso di oppressione o di libertà a seconda delle situazioni.

Ma l’esperienza teatrale va oltre lo spettacolo stesso. La sala STM Studio introduce infatti un concept innovativo: uno spazio speakeasy, raccolto e immersivo, pensato per ridurre la distanza tra pubblico e attori. A questo si aggiunge la scelta phone free, che invita gli spettatori a disattivare lo smartphone, recuperando un rapporto diretto e totalizzante con la scena. Un gesto semplice ma radicale, che restituisce al teatro la sua dimensione originaria di ascolto e presenza.

L’attimo fuggente diventa così una rilettura di un classico contemporaneo, ma al tempo stesso anche un laboratorio che dimostra come sia ancora possibile avvicinare il pubblico a un’esperienza autentica, senza però rinunciare alla profondità del racconto.

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Il Fatto Quotidiano

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